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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:23 - Lettori online 380
PALERMO - 11/11/2010
Sicilia - Palermo: presa di posizione del segretario nazionale

Bersani lascia il Pd siciliano libero sul sostegno a Lombardo

La vicenda giudiziaria del presidente Raffaele Lombardo non tocca il Pd più di tanto

Sul sostegno al governo Lombardo Pier Luigi Bersani lascia mani libere al Pd siciliano. Il segretario nazionale del Pd ha dichiarato alla riunione del coordinamento del partito: "Il Pd siciliano ha fatto le proprie scelte anche rapportandosi con il partito nazionale. Bisogna seguire con attenzione l´evolversi della vicenda politica così come ha detto il segretario Lupo". La vicenda giudiziaria del presidente Raffaele Lombardo non tocca il Pd più di tanto ed il segretario regionale Giuseppe Lupo detta la linea «Rispetto l´opinione di tutti e siamo aperti al confronto all´interno del partito con chi vuole offrire il proprio contributo, ma sulla vita politica del Pd in Sicilia decidono gli organismi democraticamente eletti e non i caminetti romani».

A sostenere la linea Lupo 21 su 27 parlamentari Pd che dicono in un documento di «ritenere inaccettabile che una vicenda giudiziaria rispetto alla quale la stessa Procura di Catania ha ritenuto di non dovere adottare provvedimenti nei confronti del presidente Lombardo, venga strumentalizzata per mettere in discussione il pronunciamento della stragrande maggioranza del Pd siciliano e del gruppo parlamentare all´Ars sul sostegno ad un governo formato da persone perbene, impegnato ad affrontare le emergenze sociali ed a combattere le illegalità, a cominciare dai settori più delicati come acqua, rifiuti, sanità ed energia». Insomma, sull´appoggio a Lombardo non si discute ed il presidente incassa con buona pace di Enzo Bianco che ha minacciato di autosospendersi dal Pd.

I PRESUNTI RAPPORTI DI LOMBARDO CON I BOSS
C’è una questione morale per il presidente della Regione Raffaele Lombardo. Dopo il rapporto della procura di Catania sui presunti rapporti di Lombardo con i boss, Enzo Bianco, antagonista storico del presidente, rilancia la questione morale nel Pd e ha chiesto al partito di uscire dalla maggioranza.

«Ci sono fatti, atti processuali, intercettazioni, appostamenti. Cosa aspettiamo di più? -chiede Bianco- «Io non so se si configura il reato di concorso esterno, di associazione mafiosa o di favoreggiamento, non spetta a me dirlo. Mi limito a osservare che Cuffaro fu condannato per fatti meno gravi. Non condivido la linea della prudenza scelta dai vertici regionali del Pd e trovo inspiegabile il silenzio imbarazzato di Lumia. Cosa c’entriamo noi con tutto questo"?

Sulla linea Bianco tutta l’area Bersani, da Crisafulli a Capodicasa e a Mattarella che chiede un referendum su Lombardo. Una consultazione della base per stabilire se restare compagni di viaggio della giunta marcata Mpa o abbandonare la barca prima che sia troppo tardi. Enzo Bianco minaccia di autosospendersi dal partito ed Ignazio Marino ha chiesto la convocazione della direzione nazionale.

Per Raffaele Lombardo arrivano strali anche da Italia dei valori. Leolouca Orlano ha chiesto al Pd di abbandonare la maggioranza alla luce delle notizie che arrivano dal palazzo di giustizia di Catania. Giuseppe Lupo, segretario regionale del Pd, getta acqua sul fuoco «Orlando smetta di attaccare il Pd e rispetti le scelte politiche del nostro partito che è l´asse portante del centrosinistra, senza di noi nessuno può pensare di battere Berlusconi» e Sulla vicenda giudiziaria di Lombardo il segretario Pd liquida così la questione "Finora nessun reato è stato contestato a Lombardo".