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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 848
PALERMO - 03/10/2010
Sicilia - Palermo: 200mila fedeli provenienti da tutta l’Isola, compresa la provincia iblea

Il Papa a Palermo condanna la mafia davanti ai giovani

"Incompatibile con il Vangelo, non cedete alle sue suggestioni". E scoppia l’ovazione Foto Corrierediragusa.it

"La mafia" è "una strada di morte, incompatibile con il Vangelo": lo ha detto papa Benedetto XVI parlando ai giovani siciliani a Palermo, in piazza Politeama, ultimo appuntamento della sua visita apostolica. "Non cedete alle suggestioni della mafia - ha affermato il pontefice - che è una strada di morte, incompatibile con il Vangelo, come tante volte i vostri vescovi hanno detto".

Siate alberi che affondano le loro radici nel ´fiume del bene" e "non abbiate paura di contrastare il male. Così papa Benedetto XVI si è rivolto questa sera ai giovani siciliani riuniti in piazza Politeama, indicando loro alcuni esempi da seguire: da Chiara Badano, morta di tumore nel 1990 e recentemente beatificata, a Rosario Livatino, magistrato ucciso, nello stesso anno, dalla mafia a 38 anni, ora al centro di una causa di beatificazione.

"Insieme - ha detto il Papa ai giovani - sarete come una foresta che cresce, forse silenziosa, ma capace di dare frutto, di portare vita e di rinnovare in modo profondo la vostra terra". Parlando di Livatino e di altri giovani morti prematuramente nella fede, papa Ratzinger ha osservato che "spesso la loro azione non fa notizia, perchè il male fa più rumore, ma sono la forza, il futuro della Sicilia".

Proseguendo poi nella metafora dell´albero, di cui ricorda la radice biblica, Benedetto XVI ha sottolineato il ruolo della famiglia, fondamentale "non solo per una giusta tradizione" "molto sentita dai siciliani". L´importante - ha detto - è che "il senso della vità" "germoglia nella relazione con la madre e con il padre, i quali non sono padroni della vita dei figli, ma sono i primi collaboratori di Dio, per la trasmissione della vita e della fede". Una famiglia che il Papa vede come una "piccola Chiesa" inserita nella "grande Chiesa" "che Cristo è venuto a formare".

"Conosco le vostre difficoltà - ha detto infine il Papa concludendo il suo discorso ai giovani - che sono le difficoltà dei giovani e delle famiglie di oggi, in particolare nel sud d´Italia". E ha citato ancora don Pino Puglisi, esortando ad avere fiducia nei sacerdoti che, come lui, "sono per voi autentici padri e fratelli nella fede".

Applausi e grida di gioia hanno accompagnato le parole di Benedetto XVI sulla mafia pronunciate durante l´incontro con i giovani in piazza Politeama. Due volte il pontefice ha dovuto interrompere il suo discorso, quando ha detto che "la mafia è una strada di morte" e poi quando ha affermato che essa è "incompatibile con il Vangelo".

IN 200MILA AL FORO ITALICO: "SICILIANI, NON RASSEGNATEVI"!
Ha esortato i siciliani a "non aver paura" della criminalità organizzata e delle difficoltà del presente, e a non cedere alla "rassegnazione", tenendo a mente figure come don Pino Puglisi, sacerdote ucciso dalla mafia nel 1993.

E ha ammonito chi danneggia la società civile affermando con forza che "ci si deve vergognare del male" che offende Dio e l´uomo. Benedetto XVI, oggi a Palermo e per la prima volta in Sicilia dall´inizio del pontificato, ha celebrato messa al Foro Italico davanti a circa 200 mila persone, provenienti da tutta l´Isola, compresa la provincia iblea, lanciando subito un messaggio di "forte incoraggiamento".

"A Palermo, come anche in tutta la Sicilia - ha detto papa Ratzinger parlando 17 anni dopo lo storico monito alla mafia di Giovanni Paolo II nella Valle dei Templi - non mancano difficoltà, problemi e preoccupazioni: penso, in particolare, a quanti vivono concretamente la loro esistenza in condizioni di precarietà, a causa della mancanza del lavoro, dell´incertezza per il futuro, della sofferenza fisica e morale" e "a causa della criminalità organizzata".

"Oggi sono in mezzo a voi - ha detto - per testimoniare la mia vicinanza ed il mio ricordo nella preghiera. Sono qui per darvi un forte incoraggiamento a non aver paura di testimoniare con chiarezza i valori umani e cristiani, così profondamente radicati nella fede e nella storia di questo territorio e della sua popolazione".

Poi, parla della forza della fede, "una leva", dice, che "muove molto più del proprio peso", capace di rendere "possibili le cose umanamente impossibili, in ogni realtà". Una fede che ogni cristiano è tenuto a vivere chiedendo al Signore "che illumini tutta la vita", e non "doni materiali" o "privilegi". Cita il profeta Abacuc, il quale in una "situazione tremenda di violenza, d´iniquità e d´oppressione", afferma che "soccombe colui che non ha l´animo retto, mentre il giusto vivrà per la sua fede".

"L´empio, colui che non agisce secondo Dio - aggiunge Benedetto XVI - confida nel proprio potere, ma si appoggia su una realtà fragile e inconsistente, perciò si piegherà, è destinato a cadere". "Il giusto, invece - ha aggiunto - confida in una realtà nascosta ma solida, confida in Dio e per questo avrà la vita".

Perciò, di fronte alla violenza, i cristiani non devono rassegnarsi ma allo stesso tempo devono essere "umili" non cessando mai di operare per il bene. "Quando incontrate l´opposizione del mondo - ha detto il Papa - non vergognatevi di dare testimonianza al Signore" mentre "ci si deve vergognare del male che si arreca alla comunità civile e religiosa con azioni che non amano venire alla luce". "Popolo di Sicilia - ha concluso - guarda con speranza al tuo futuro", guardando ai tanti santi e sante dell´isola, e anche a "laici e sacerdoti a voi ben noti", come don Pino Puglisi".

È stato dedicato alle famiglie, ai giovani, agli emarginati e alle vocazioni sacerdotali l´Angelus celebrato oggi dal Papa al Foro Italico di Palermo subito dopo la messa. Benedetto XVI ha rivolto la sua preghiera alla Vergine Maria, affinchè - ha detto - "sostenga le famiglie nell´amore e nell´impegno educativo; renda fecondi i germi di vocazione che Dio semina largamente tra i giovani; infonda coraggio nelle prove, speranza nelle difficoltà, rinnovato slancio nel compiere il bene". "La Madonna - ha aggiunto - conforti i malati e tutti i sofferenti, e aiuti le comunità cristiane affinchè nessuno in esse sia emarginato o bisognoso, ma ciascuno, specialmente i più piccoli e deboli, si senta accolto e valorizzato".

Il pontefice era giunto a Palermo poco dopo le 9, accolto a nome del governo non da Gianni Letta come di consueto ma dal presidente del Senato, Schifani e dal ministro della Giustizia Alfano. Dopo un pranzo con i vescovi, incontrerà il clero in cattedrale e stasera incontrerà i giovani in piazza Politeama.

Fonte: lasiciliaweb.it