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Martedì 21 Novembre 2017 - Aggiornato alle 22:45 - Lettori online 654
MESSINA - 12/04/2017
Sicilia - Operazione della Dia di Messina negli uffici del Consorzio Autostrade Siciliane

Cas, fatture gonfiate. 12 misure cautelari e patrimoniali

I reati contestati sono peculato e falso in atto pubblico. In tutto sono 57 gli indagati Foto Corrierediragusa.it

Lavori ordinari ma liquidati come straordinari. Il passaggio formale controfirmato dal Responsabile unico del provvedimento (Rup) comportava il 2 per cento in più che andava a finire nei conti corrente dei dipendenti. Un milione di euro i soldi in più sugli stipendi in un anno, per uno stipendio maggiorato per ciascuno fino a 140 mila euro.

Un sistema collaudato al Consorzio autostrade siciliane che ha portato a 12 misure cautelari personali e patrimoniali tra dirigenti e dipendenti del Cas. Gli agenti della Dia di Messina, coadiuvati dal centro operativo di Catania, hanno spulciato quasi 70 progetti finanziati tra il 2012 e il 2013, di questi tutti presentavano irregolarità mentre alcuni erano addirittura inesistenti. Il sistema era condiviso tra funzionari e dirigenti per cui qualsiasi lavoro, perfino la compilazione di tabelle risultava come impegno straordinario e quindi meritevole di un incentivo. Sono in tutto 57 gli indagati, tra questi molti non sono stati raggiunti da misure cautelari soltanto perché ormai in pensione. Le indagini sono state coordinate dal sostituto procuratore Stefania La Rosa e dal procuratore aggiunto Sebastiano Ardita.


"L´operazione, durata 2 anni - ha detto il responsabile della Dia di Catania, Renato Panvino - ha comportato perquisizioni domiciliari e negli uffici. E´ la prosecuzione dell´operazione già condotta sempre dalla Dia nel 2015 nei confronti di imprenditori e funzionari del Consorzio per le autostrade siciliane che ha fatto luce sull´affidamento degli appalti a ditte compiacenti con modalità di corruzione".

I reati contestati sono peculato e falso in atto pubblico. Il presidente del Cas, Rosario Faraci, si è detto "Profondamente rammaricato per gli sviluppi della vicenda giudiziaria su fatti risalenti al 2012 e 2013". Faraci manifesta, anche a nome dell´Amministrazione e della Direzione Generale, "Totale fiducia nell´operato della magistratura. Il Cas procederà, secondo legge, ad adottare ogni conseguente provvedimento, come per legge, nei confronti dei dipendenti in servizio destinatari delle misure interdittive disposte dal magistrato", conclude la nota.