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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:29 - Lettori online 1232
MESSINA - 30/05/2016
Sicilia - Operazione "Senza Tregua" a due settimane dall’attentato a Giuseppe Antoci

Arresti a raffica, duro colpo ai clan mafiosi dei Nebrodi

Fra i 23 arrestati anche Antonio Foraci, ritenuto il boss emergente di Tortorici Foto Corrierediragusa.it

A due settimane dall’attentato contro il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, è scattata l’operazione »Senza Tregua». La Polizia ha eseguito un´ordinanza di misure cautelari nei confronti di 23 persone, di cui 16 sottoposte a custodia cautelare in carcere e sette ristrette agli arresti domiciliari. I provvedimenti - emessi dal Gip del Tribunale di Messina Salvatore Mastroeni, su richiesta dei sostituti procuratori della Dda di Messina, Vito Di Giorgio e Angelo Cavallo, e Fabrizio Monaco.

Fra gli arrestati figura anche Antonio Foraci, ritenuto il boss emergente di Tortorici, in rapporto di affari con potenti famiglie di ndrangheta calabrese. Le indagini dagli investigatori del Commissariato di Capo d´Orlando, coordinate dalla Dda di Messina, hanno colpito una cosca mafiosa dedita alle estorsioni, che avrebbe tra il settembre 2013 e il dicembre 2014 nella fascia tirrenica, e altre due organizzazioni criminali che avrebbero gestito il traffico e lo spaccio di stupefacenti nella stessa zona. E’ stato così sferrato così un colpo mortale al clan dei Bontempo Scavo operante nella fascia tirrenica del messinese.

Questo l’elenco di quanti sono finiti in carcere, ritenuti affiliati alla cosca mafiosa: Massimo Salvatore Rocchetta, Vincenzo Rosano, Giuseppe Sinagra, Giovanni Aspri, Gaetano Calogero Cambria Zurro, Vincenzo Corda, Francesco Costanzo, Rina Costanzo, Luca Destro Pastizzaro, Gianluca Favazzo, Sebastiano Favazzo, Antonino Foraci, Cristian Foraci, Roberto Galati Giordano, Sebastiano Galati Rando, Giovanni Montagno Bozzone. Ai domiciliari sono andati: Carmelo Imbarrato, Simone Ingrillì, Giuseppe Domenico Raneri, Giuseppina Chiaia, Giovanni Cutè, Andrea Favazzo e Carmelo Salvatore Florindo.