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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 1123
MESSINA - 18/05/2016
Sicilia - L’agguato e la sparatoria. Non è la prima intimidazione

Spari contro il presidente del parco dei Nebrodi

Un agguato in piena regola su una strada di montagna Foto Corrierediragusa.it

Un agguato in piena regola su una strada di montagna tra i boschi dei Nebrodi, dove due banditi, intorno all´una di notte, hanno esploso colpi d´arma da fuoco contro l´auto sulla quale viaggiava il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci (foto), già da tempo protetto dalla scorta dopo le intimidazioni subite da quando è alla guida dell´ente che gestisce l´area naturalistica del Messinese e si batte, attraverso protocolli di legalità, per sottrarre alla mafia aree utilizzate abusivamente per il pascolo. Due persone hanno sparato contro l´auto blindata che percorreva la strada da Cesarò a San Fratello e che è stata costretta a una brusca frenata a causa di massi posizionati sulla carreggiata. Il presidente è stato protetto da un uomo della scorta che con il proprio corpo gli ha fatto da scudo, mentre dietro la blindata si trovava un´altra auto con a bordo il dirigente del commissariato di Sant´Agata di Militello Daniele Manganaro che ha risposto al fuoco mettendo in fuga i banditi. "Il mio grazie va alla Polizia di Stato per avermi salvato la vita. Sono preoccupato ma sereno", ha detto Antoci, accompagnato per precauzione all´ospedale di San Fratello e subito dimesso.

Nel conflitto a fuoco nessuno è rimasto ferito. Antoci stava rientrando a Santo Stefano di Camastra, dove abita, dopo aver partecipato a una manifestazione a Cesarò. Appresa la notizia, il presidente della Regione Rosario Crocetta si è recato a casa di Antoci per manifestargli la sua solidarietà e puntare il dito contro la mafia dei pascoli. Il governatore ha reso nota una lettera di minacce che risale al dicembre 2014, intestata al presidente del Parco dei Nebrodi: "Finirai Scannato tu e Crocetta", è scritto nella missiva spedita da Catania, come dimostra il bollo postale. L´indagine della polizia è coordinata dalla Dda di Messina. Intanto, sono numerosi gli attestati di solidarietà giunti ad Antoci dal mondo politico e dall´associazionismo.

Due persone hanno sparato la scorsa notte, intorno all´una, contro l´auto del presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci. E´ accaduto lungo la strada statale che collega San Fratello a Cesarò, nel Messinese. Il poliziotto della scorta ha risposto al fuoco mettendo in fuga i due. Il presidente e l´agente sono stati condotti per precauzione all´ospedale di Sant´Agata Militello, ma non sono feriti. Da alcuni anni alla guida del Parco dei Nebrodi, Antoci ha segnalato il vorticoso giro di denaro in mano alle associazioni mafiose e qualcuno gli aveva spedito dei proiettili come avvertimento.

Antoci stava rientrando da Cesarò dove aveva partecipato a una manifestazione. Oltre all´agente della scorta che ha esploso colpi contro i malviventi, al conflitto a fuoco ha partecipato anche l´equipaggio di una seconda macchina della Polizia con a bordo il dirigente del commissariato di Stato di Sant´Agata di Militello Daniele Manganaro. Le indagini sono condotte dalla polizia, con il coordinamento della Direzione distrettuale antimafia di Messina.

"Considero l´agguato con cui stanotte alcuni sicari hanno tentato di uccidere il presidente del Parco dei Nebrodi, Giuseppe Antoci, un atto di guerra, una sfida allo Stato. Antoci non è solo. Se è guerra, pertanto, guerra sia. Siamo pronti a combatterla tutti insieme. I mafiosi sappiano che non avranno tregua". Lo dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia, componente della commissione parlamentare antimafia, che si sta recando in Sicilia per stare vicino ad Antoci.

"Il mio grazie alla Polizia di Stato per avermi salvato la vita. Sono preoccupato ma sereno". A dirlo il presidente del Parco dei Nebrodi Giuseppe Antoci vittima di un agguato insieme alla sua scorta che ha risposto al fuoco di due malviventi che hanno sparato contro l´auto del funzionario la scorsa notte.

E´ stato deciso il rafforzamento della tutela a Giuseppe Antoci, il presidente del Parco dei Nebrodi vittima di un agguato la scorsa notte. Secondo quanto si apprende, la decisione di rafforzare la scorta è stata presa al termine di un Comitato provinciale per l´ordine e la sicurezza pubblica convocato in via straordinaria questa mattina.

"Quanto accaduto in Sicilia è un segno pericoloso che in troppi stanno sottovalutando. Nessun tg nazionale lo evidenzia facendo quasi scomparire la notizia. L´attentato rivolto al Presidente Antoci è un attentato allo Stato ed ai suoi rappresentanti". Lo afferma il testimone di giustizia calabrese Pino Masciari. "Era dai tempi degli attentati di Falcone e Borsellino che non si verificava un tale atto criminale e questo mi lascia alquanto preoccupato, forse è venuto meno qualche accordo tra i poteri forti rompendo degli equilibri? La presenza della scorta, pertanto dello Stato, viene considerata di basso profilo e quindi cosa dobbiamo aspettarci ora? Per chi vive sotto scorta, come me, la percezione del pericolo è ancora più alta e lo Stato deve dare un segno forte e deciso su quanto accaduto questa notte! Mi aspetto che la risposta dello Stato sia rapida prima che questo silenzio non si trasformi in gravissima indifferenza. La mia piena solidarietà al Presidente Antoci e agli uomini della scorta", conclude Pino Masciari.