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Domenica 4 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 511
MESSINA - 15/03/2012
Sicilia - Si chiude la vicenda giudiziaria del deputato nazionale modicano del Pdl

Ridotta in appello a 8 mesi la condanna per Nino Minardo

Minardo era accusato di abuso d’ufficio e del profilo omissivo per il rifiuto di atti d’ufficio
Foto CorrierediRagusa.it

Il caso Pozzi, la nomina del supermanager ex Anas, uno dei tanti rivoli giudiziari degli ultimi anni di gestione del Consorzio autostrade siciliane, s´è chiuso in corte d´appello per l´ex presidente del Cas e attuale deputato nazionale modicano del Pdl Nino Minardo (foto) e per un funzionario dell´ente, l´ingegnere Felice Siracusa, in qualità di dirigente generale del Cas all´epoca dei fatti.

I due in primo grado avevano infatti scelto il rito abbreviato rispetto agli altri imputati rinviati a giudizio col rito ordinario, e nel marzo dello scorso anno erano stati condannati dal gup di Messina Maria Teresa Arena a un anno il primo e ad otto mesi di reclusione il secondo, con il beneficio per entrambi della sospensione della pena.

Minardo in relazione alla vicenda Pozzi era accusato di abuso d´ufficio e del profilo omissivo per il rifiuto di atti d´ufficio, Siracusa solo di abuso. In appello la corte presieduta dal giudice Gianclaudio Mango ha confermato la condanna a 8 mesi per l´ing. Siracusa ed ha ridotto da un anno ad 8 mesi la condanna per Minardo, questo perché lo ha assolto solo dal profilo omissivo e ha confermato la condanna per l´abuso d´ufficio. Si è quindi discostata parzialmente dalla richiesta dell´accusa, il sostituto procuratore generale Salvatore Scaramuzza, che nel corso di una complessa requisitoria aveva chiesto la conferma delle pene del primo grado, ricostruendo soprattutto i profili giuridici riconducibili al profilo omissivo, il secondo reato contestato a Minardo.

La sentenza d´appello ha quindi confermato anche le statuizioni civili del primo grado, vale a dire il risarcimento dei danni in sede civile per il Cas, rappresentato dall´avvocato Giuseppe Fragale, e per gli eredi del funzionario Olivia Pintabona, assistiti dall´avvocato Aurora Notarianni, che si erano costituiti a suo tempo parte civile.

Al centro di questa vicenda c´è una delibera adottata il 20 settembre del 2007 dal Cas, sotto la presidenza Minardo, con cui si affidò all´ingegnere Vincenzo Pozzi, ex supermanager dell´Anas, il ruolo di direttore generale del Cas. Un atto che prevedeva un compenso per Pozzi di 107mila 212 euro annui lordi.
L´abuso si sarebbe concretizzato perché per un verso non ricorreva il presupposto dell´impossibilità oggettiva di utilizzare personale interno, ed ancora perché non venne espletata la procedura comparativa per la scelta del contraente.

Il secondo capo d´imputazione che riguardava il solo Minardo, era complesso: il 20 settembre del 2007 formalizzando la delibera Pozzi il Cas non eseguì di conseguenza una sentenza del Tar di Catania del 2006 con cui si obbligava il Cas stesso a procedere all´approvazione della graduatoria del concorso interno per titoli, che aveva visto sin dal 2006 vincitrice l´avvocato Olivia Pintabona. E per ben due volte, il Tar di Catania, in questa vicenda, dispose la trasmissione degli atti alla Procura di Messina.

(Nuccio Anselmo - Gazzetta del Sud)