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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:04 - Lettori online 1482
MESSINA - 30/07/2011
Sicilia - Aggiornato da 6,3 a 8,5 miliardi l’investimento complessivo

Via libera al progetto definitivo ponte Stretto di Messina

L’Amministratore delegato della "Stretto di Messina", Pietro Ciucci, ha spiegato che, «escludendo le nuove opere, il costo aggiornato del progetto risulta sostanzialmente invariato rispetto al progetto preliminare» Foto Corrierediragusa.it

Via libera dal Consiglio di Amministrazione della società "Stretto di Messina" al progetto definitivo del Ponte. Aggiornato da 6,3 a 8,5 miliardi l´investimento complessivo per nuove opere richieste dagli Enti locali, adeguamenti alle nuove norme tecniche e ottimizzazioni progettuali. Il piano economico finanziario approvato «conferma l´obiettivo di minimizzare i contributi statali e assicurare il più ampio coinvolgimento dei privati nel progettò, con la raccolta sui mercati finanziari di oltre 4 miliardi di euro».
L´Amministratore delegato della "Stretto di Messina", Pietro Ciucci, ha spiegato che, «escludendo le nuove opere, il costo aggiornato del progetto risulta sostanzialmente invariato rispetto al progetto preliminare».

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Altero Matteoli, ha giudicato «l´approvazione del progetto definitivo un´altra tappa importante verso la realizzazione di un´opera unica al mondo per le sue caratteristiche tecniche e infrastrutturali, che il governo considera una priorità». Oltre al fatto che «migliorerà il sistema dei trasporti e che darà impulso all´economia non solo di Sicilia e Calabria ma dell´intero Paese, proiettandolo nel contesto mediterraneo con più forza. E, secondo stime caute, creare circa 40.000 posti di lavoro l´anno».

Assieme al progetto del ponte, sono stati approvati i 40 chilometri di raccordi a terra stradali e ferroviari. Il piano è all´esame di consulenti finanziari, legali e per le analisi del traffico, che hanno già espresso una prima valutazione positiva su presupposti e metodi.

Matteoli ha anche ribadito la netta opposizione dell´Italia all´ipotesi ventilata in sede comunitaria di una riformulazione del corridoio 1 Berlino-Palermo, che da Napoli, invece di proseguire per la Sicilia, verrebbe dirottato per Bari e Lecce, escludendo così opere come il ponte sullo Stretto di Messina. «Siamo tranquilli, l´Unione europea non può far sì che il corridoio 1 non sia Berlino-Palermo e l´Italia – sottolineato – non ci sta a far cambiare il corridoio 1. Il commissario Ue, Siim Kallas, ha smentito che sia stata già presa una decisione. Se ne parlerà a settembre».

Sulla stessa linea anche l´amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato Italiane, Mauro Moretti. «Abbiamo chiesto - sono parole del top manager – che oltre al mantenimento del corridoio fino a Palermo, si aggiunga il tratto Napoli-Bari-Lecce, come a Nord venga integrata la Bologna-Milano». Inoltre, «abbiamo chiesto – ha proseguito Moretti – di prolungare il Corridoio 24 da Genova fino a Ventimiglia, come la Francia lo ha chiesto da Marsiglia a Nizza. L´Europa alla Francia ha detto sì mentre a noi ha detto no. Perchè?».

Prossime tappe, spiega Ciucci, sono l´apertura della Conferenza dei Servizi per avviare la procedura prevista dalla Legge Obiettivo, che si concluderà con l´approvazione del progetto definitivo da parte del Cipe. L´attuale timing prevede a dicembre 2011 il completamento dei lavori dell´opera propedeutica ferroviaria a Cannitello; a febbraio 2012 l´approvazione del Cipe e il contestuale avvio della gara per il reperimento dei finanziamenti; a metà 2012 la progettazione esecutiva e l´apertura dei cantieri principali; a fine 2018 il completamento dei lavori.

Francesco Santoro - Gazzetta del Sud