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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:37 - Lettori online 744
MESSINA - 28/12/2010
Sicilia - Messina: non è stata ravvisata nessuna responsabilità da parte dell’ex procuratore

Cani assassini, procura Messina non procede contro Platania

Era stato l’allora comandante della polizia municipale Nifosì a rivolgersi alla procura peloritana

Stabilito il non doversi procedere dalla procura di Messina a carico dell’allora procuratore della Repubblica di Modica Domenico Platania in ordine a presunte responsabilità sulla vicenda dei cani assassini di contrada Pisciotto, il cui processo è stato incardinato la scorsa settimana in udienza preliminare a carico di sette imputati.

La procura peloritana, competente per territorio in caso di indagini a carico di altre procure dell’Isola, ha ritenuto non sussistessero i presupposti minimi per ravvisare responsabilità a carico di Platania. Era stato l’allora comandante della polizia municipale di Scicli Franco Nifosì a rivolgersi alla procura di Messina, con un esposto indirizzato, tra gli altri, anche al ministro della giustizia Angelino Alfano e al Consiglio superiore della magistratura. Proprio quest’ultimo organo aveva invece inviato all’avvocato Gianluca Gulino, difensore di Nifosì, una breve comunicazione interlocutoria, annunciando delle verifiche sulla vicenda. Al telefono l’avvocato Gulino ha dichiarato che di queste presunte verifiche non se ne è mai saputo nulla.

Franco Nifosì, nel frattempo deceduto per una malattia, era stato iscritto nel registro degli indagati. L’allora capo della polizia municipale si dichiarò estraneo ai fatti, sostenendo nelle sue memorie difensive d’aver svolto i suoi compiti istituzionali, tra cui il sopralluogo nel casolare di uno degli imputati, Virgilio Giglio, al quale erano stati affidati in custodia i cani, forse gli stessi che sbranarono vivo il piccolo Giuseppe Brafa. Nifosì sostenne d’aver richiesto alla procura modicana l’adozione dei provvedimenti che ad essa competevano, ma mai adottati. Ecco perché Nifosì sosteneva la necessità di un magistrato terzo e del tutto imparziale che assumesse la direzione delle indagini. Non se ne fece nulla.

L’allora procuratore Domenico Platania aveva precisato che la procura aveva svolto in pieno il suo dovere, anche perchè l’omessa custodia, nella fattispecie dei cani da parte di Giglio, non è punibile penalmente, essendo configurabile come illecito amministrativo, dopo la depenalizzazione di tre anni fa. Intanto il 4 marzo comincerà il dibattimento in udienza preliminare sulla vicenda, che, a distanza di un anno e 9 mesi, continua a presentare alcune zone d’ombra.