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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 797
MESSINA - 21/09/2010
Sicilia - Messina: un’altro incredibile disaccordo tra due medici

Primario vieta parto cesareo, neonato in coma a Messina

Dopo quello del Policlinico un nuovo caso al Papardo. I genitori del bambino hanno denunciato il medico: "Ha imposto il parto naturale, ritardando la nascita. Al piccolo è mancato l’ossigeno" Foto Corrierediragusa.it

Un´altro disaccordo tra due medici, questa volta all´ospedale Papardo (nella foto) di Messina, avrebbe provocato lesioni a un nascituro. Il diverbio, secondo i genitori del neonato, che una settimana fa hanno presentato una denuncia ai carabinieri contro il primario, sarebbe sorto per decidere se procedere con un cesareo o parto naturale. Il sostituto procuratore di Messina, Anna Maria Arena, ha aperto un´inchiesta.

Il neonato è stato trasferito al Policlinico universitario, dove si trova tuttora ricoverato nel reparto di Terapia intensiva neonatale in coma farmacologico. Gli accertamenti sulla vicenda sono stati affidati ai carabinieri.

Nella denuncia la puerpera Ivana Rigano, di 24 anni, e il marito Nicola Mangraviti, di 34, spiegano che il bambino ha sofferto per una mancata ossigenazione al cervello perché nato con ritardo dopo ore di travaglio. Il ginecologo Rosario Pino sarebbe stato favorevole al cesareo, ma quando tutto sembrava pronto sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate e il suo aiuto Saverio Esposito, che hanno ordinato che si procedesse con parto naturale.

Il bimbo è nato dopo quattro ore dal travaglio, e il padre, che dice di aver subito capito che il figlio aveva problemi, ha aggredito il primario. "Non so se i medici hanno litigato - racconta la madre -, so di certo che ero giunta all´ospedale Papardo dove, a parere di tutti i medici avrei dovuto partorire con un cesareo, viste le dimensioni del bambino, che pesava 4 chili e 150 grammi. Ma il primario, Francesco Abate, è intervenuto, sostenendo la tesi del parto naturale e vietando il cesareo. È stato tremendo: ho subito lacerazioni, il parto è stato difficilissimo, il bimbo ha avuto difficoltà di ossigenazione, subendo danni".

La donna ricorda quei terribili momenti: "Non avrei mai pensato a un parto naturale - aggiunge - perché le dimensioni del bambino lo sconsigliavano. L´unico a insistere per questo metodo è stato il primario, mentre gli altri suoi colleghi erano favorevoli al cesareo, anche se non l´hanno praticato. Per questo ci siamo rivolti alla magistratura".

Abate, secondo la madre del piccolo, "ha tolto di mano a mio marito il documento nel quale si assumeva la responsabilità di far praticare il cesareo, dicendogli ´Non firmi niente, facciamo il parto naturale´". Quanto alle accuse rivolte dal primario ai parenti della puerpera, che avrebbero aggredito i medici, la donna afferma che "sì, c´era stato un battibecco tra i sanitari e i familiari di qualcuno che aveva partorito o stava partorendo, ma mio marito e le persone a noi vicine sono estranei a questo episodio".

Secondo il professor Ignazio Barberi, direttore dell´unità operativa di Terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, "il bambino ha avuto una sofferenza post-ischemica. Abbiamo proceduto con la ventilazione e l´abbiamo sedato e intubato ed è in coma farmacologico. Il bambino ha sofferto perché gli è mancato l´ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento".

L´Ordine dei medici smentisce l´ipotesi di una lite: "Non ci sarebbe stato nessun diverbio tra il primario Francesco Abate e il medico Rosario Pino", afferma il presidente di Messina, Giacomo Caudo. "Ormai in città si è diffusa una sorta di psicosi dopo la vicenda del Policlinico di Messina", avvenuta il 26 agosto scorso, quando due medici litigarono in sala parto, lasciando senza assistenza una puerpera.

Fonte: lasiciliaweb.it