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Martedì 6 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:09 - Lettori online 1693
GELA - 10/08/2013
Sicilia - Nonostante il caldo non meno di 1.500 persone hanno sfilato fino alla base

Assaltata base Muos. Ragusa presente a corteo Niscemi

"Imputato" il presidente della Regione Crocetta, le mamme del comitato in prima fila. Assa Foto Corrierediragusa.it

Dopo un pacifico corteo di 4 chilometri sotto un sole cocente, nel tardo pomeriggio, a Niscemi, i circa 1.500 manifestanti No-Muos sono arrivati davanti alla base militare Usa e sono venuti in contato con le forze dell´ordine. Nei tafferugli è rimasto ferito a una gamba un militare della Guardia di finanza, mentre metà dei manifestanti ha divelto la recinzione ed è entrato dentro la base, dove da ieri sera, appollaiati sui tralicci, ci sono dieci attivisti. La prova di forza ha allontanato l´altra metà del corteo, che presto ha cominciato a defluire. Chi aveva superato la recinzione si è poi diretto verso la vecchia base, lontano dal cantiere dei lavori.

Fino alle 18.40 non c´erano avvisaglie di scontri: il corteo gridava slogan contro gli Usa e contro il governatore Rosario Crocetta, con le "Mamme No-Muos" che srotolavano striscioni con su scritto "diritto alla salute". Poi il contatto con le forze dell´ordine, seguito al lancio di fumogeni. Nel trambusto alcuni attivisti hanno tagliato la recinzione e poi, con una corda legata a un palo, l´hanno divelta riuscendo a inoltrarsi nella base mentre calavano le prime ombre della sera. La manifestazione di oggi, secondo la previsione degli organizzatori, doveva portare a Niscemi almeno cinquemila persone: ne è arrivato un terzo. Il 10 marzo scorso, invece, erano diecimila.

Il clima vacanziero e la canicola agostana hanno scoraggiato i più. Per i manifestanti il grande "imputato" è il governatore siciliano Rosario Crocetta, per otto anni sindaco antimafia della vicina Gela, l´uomo che solo qualche mese fa aveva sfidato l´amministrazione Usa ritirando l´autorizzazione ai lavori per il completamento del sistema satellitare voluto dalla Marina militare statunitense, un permesso concesso nel giugno 2011 dal suo predecessore Raffaele Lombardo, nonostante contrada Ulmo - dove sorge il sistema satellitare - faccia parte della riserva naturale "Sughereta". Il veto proposto da Crocetta aveva avuto l´ok del Tar e si aspettava il pronunciamento dell´organo d´appello dei giudici amministrativi, il Cga; ma un mese fa, qualche giorno prima che le toghe si riunissero, Crocetta aveva ritirato l´esposto, sottraendo ai magistrati la materia del contendere. La ragione, aveva spiegato il governatore, sta nelle analisi condotte dall´Istituto superiore di sanità, che ha stabilito la non pericolosità dell´impianto per la salute. Perseverare su questa strada avrebbe significato, secondo Crocetta, rischiare una multa salatissima: 25 mila euro per ogni giorno di stop del cantiere. La mossa del governatore è stata vissuta come un tradimento dai No-Muos, in testa le mamme, che per mesi hanno vigilato giorno e notte davanti alla recinzione dell´impianto. "Crocetta ci ha preso per cretini ma noi non ci fermiamo. Lui ha avuto paura e si e´ ritirato. Noi lottiamo per i nostri diritti e la salute dei nostri figli", dice Maria Concetta Gualato, coordinatrice delle mamme No-Muos.

Nel corteo spiccano gli striscioni ´´Fermarlo e´ possibile, tocca a noi farlo´´ e "Crocetta porta la Sicilia alla guerra". Alla manifestazione oltre a esponenti di diversi partiti di sinistra, hanno partecipato i sindaci di Niscemi, Pozzallo, Ragusa, Caltagirone, Acate, Piazza Armerina. Il primo cittadino di Niscemi Francesco La Rosa (che attende l´esito di un ricorso al Tar presentato dal suo predecessore) dice di sentire ´´la solidarieta´ della gente´´; mentre gli esponenti del M5S all´Ars, Giampiero Trizzino e Giancarlo Cancelleri, non escludono la ´´presentazione di una mozione di sfiducia al presidente della Regione, non solo - sottolineano - per la vicenda Muos´´.