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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 0:33 - Lettori online 415
GELA - 23/12/2012
Sicilia - Ha tenuto in scacco un intero quartiere sparando dal balcone di casa su ch capitava a tiro

Spara sui passanti a Gela, ucciso dalla Polizia

I polizziotti hanno ingaggiato un conflitto a fuoco nel quale l’uomo, Giuseppe Licata 42, anni, disoccupato, ha perso la vita

Un uomo per 5 ore, dalle 22 alle 3 della notte, ha tenuto in scacco a Gela il quartiere Scavone sparando dal balcone contro i passanti e contro i poliziotti, con i quali ha ingaggiato un conflitto a fuoco nel quale ha perduto la vita. Si tratta di un disoccupato di 42 anni, Giuseppe Licata.

L´uomo si era barricato nell´appartamento al primo piano di una palazzina popolare, al civico 19 di via Arica, dove abitava con i genitori. In preda a un raptus, imbracciato il fucile da caccia, si è affacciato al balcone sparando sulla gente. Quando è intervenuta la polizia, avvertita da numerose telefonate, ha continuato a sparare anche contro gli agenti delle volanti. Dopo vari tentativi di farlo desistere e di riportarlo alla ragione, Licata ha ripreso a sparare ancora, colpendo al viso uno degli agenti che ora rischia di perdere un occhio. Gli altri poliziotti, a quel punto hanno risposto al fuoco, ferendolo a morte. Quindi l´irruzione nella stanza e i soccorsi, ma per Licata non c´é stato nulla da fare: è morto subito dopo. Per l´agente ferito, i medici dell´ospedale di Gela hanno disposto il suo trasferimento al "Garibaldi" di Catania. La prognosi è riservata. L´indagine sui fatti di stanotte è diretta dalla procura della Repubblica del tribunale di Gela.

Aveva una strana ossessione Giuseppe Licata, era convinto che gli avrebbero sequestrato la macchina. Lo raccontano alcuni vicini di casa, i quali dicono che ieri pomeriggio Licata era stato in ospedale, accompagnato dalla madre, perché si sentiva male. Ma una volta al pronto soccorso, avrebbe rifiutato le cure. Tornato a casa, l´uomo - che lavorava saltuariamente come bracciante o come manovale nell´edilizia - ha imbracciato il fucile da caccia tenendo in ostaggio il suo quartiere per 5 ore. Licata abitava con i genitori - la madre Antonina, 70 anni, e il padre Antonio di 74, invalido - al primo piano di un palazzetto con quattro elevazioni. I vicini lo descrivono come un tipo taciturno, un po´ irascibile ma non violento. Durante la sparatoria la madre è scappata da casa, mentre il padre, invalido, è rimasto nell´appartamento.