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Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 9:49 - Lettori online 1244
GELA - 17/12/2010
Sicilia - Gela: operazione antiracket "Aeolum" della Squadra mobile e del Commissariato

Antiracket: 8 arresti tra i clan "stidda" e "cosa nostra"

L’inchiesta ha messo in luce, dopo due anni di indagini, un pesante sistema di taglieggiamento a due imprenditori Foto Corrierediragusa.it

Otto arresti a Gela a conclusione di una operazione antimafia condotta dalla Squadra mobile di Caltanissetta e dal Commissariato di Gela. Gli ordini di custodia cautelare sono stati emessi dal Gip di Caltanissetta Carlo Ottone de Marchi. L’accusa è di estorsione aggravata a carico di pregiudicati gelesi facenti parte delle famiglie mafiose di «cosa nostra» e della «stidda».

Dopo anni di lunghe indagini, gli inquirenti, coordianti dal capo della Mobile di Caltanissetta Giovanni Giudice sono riusciti a mettere in luce i pesanti metodi di estorsione cui venivano sottoposti due imprenditori gelesi titolari di un’azienda di impianti elettrici: entrambi gli imprenditori venivano costretti al pagamento di somme in denaro, sia una tantum, soprattutto nei periodi festivi di Natale, Pasqua e Ferragosto, sia con cadenze mensili. Non contenti, gli estorsori pretendevano inoltre forniture e montaggi gratuiti di materiali elettrici per usi personali.

Questo il commento del capo della Mobile Giudice: «Come una inarrestabile emorragia le associazioni mafiose hanno pesantemente inciso sulle capacità imprenditoriali delle vittime, sfruttandole e danneggiandole attraverso una costante, capillare e soffocante morsa estorsiva». All’operazione hanno dato un contributo notevole le vittime sostenute dall’ Associazione antiracket «Gaetano Giordano» di Gela.

I provvedimenti sono stati eseguiti nell’operazione denominata «Aeolum» a carico di Paolo Di Maggio (nella foto sopra), 50 anni; Vincenzo Gueli, 45 anni; Francesco Morteo, 46 anni; Alessandro Gambuto, 35 anni; Luca Luigi Incardona, 34 anni ed Enrico Maganuco, 47 anni, tutti gia’ detenuti per altri fatti. In manette anche Nunzio Salerno, 38 anni, e Pietro La Cognata, 48 anni, che erano liberi e sono stati arrestati.

Sotto, le foto delle persone altre 6 finite in manette. Cliccateci per ingrandirle