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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:16 - Lettori online 1170
COMISO - 08/02/2008
Sicilia - Comiso - La disavventura di un signora comisana

Donna perseguitata per 10 anni a causa di una bolletta

Per un cambio di numero telefonico, la donna ha rischiato
la galera. Non risultava pagata una somma al gestore
Foto Corrierediragusa.it

Cambia numero di cellulare nel 1997 e viene minacciata di pignoramento dieci anni dopo. E´ la grottesca disavventura della signora B.A di Comiso. La storia comincia nel 1997, quando la donna cambia il suo numero di cellulare, uno 0368 con addebito in bolletta da pagare alla posta, con uno 0339, con normale scheda prepagata.

Dopo circa un anno, alla signora viene recapitata una ingiunzione di pagamento di una bolletta arretrata intestata al vecchio numero di cellulare, da parte di una sedicente agenzia tedesca di recupero crediti.

A scadenza bimestrale, la signora B.A, ricevette ulteriori ingiunzioni, da agenzie ogni volta diverse, ma sempre per lo stesso motivo, fino al giorno in cui, nel 2000, ricevette una raccomandata da parte , evidentemente di uno pseudo notaio riscossore, che minacciava il pignoramento di un bene di proprietà della signora, equivalente a circa tre milioni di vecchie lire.

Il caso, fu discusso anche su Radio Capital alla quale la signora rilasciò una intervista telefonica. Ma la vicenda non si chiuse lì.

Cominciarono le telefonate della signora al gestore telefonico che, attraverso i suoi operatori, smentì categoricamente ogni coinvolgimento nella storia, anzi smentì pure la collaborazione di agenzie di riscossione per conto dell’azienda stessa.

Infine, proprio alla fine del 2007, la donna ricevette una telefonata in cui le si diceva che sarebbe potuta andare incontro anche a pena detentiva se non avesse immediatamente pagato la bolletta in questione.

Così, attraverso il suo avvocato, la malcapitata comincia ad effettuare ricerche sugli indirizzi di questa fantomatica agenzia: inesistenti. Sui nomi dei firmatari: fantasmi. Sulla stessa agenzia : mai sentita dire.

Dunque, all’ennesima telefonata, la signora dichiara testualmente : « la pratica di cui si parla, è già all’attenzione dei carabinieri che stanno per avviare una serie di indagini sul vostro conto.».

Dopo l’astuto bluff, a circa tre giorni di distanza, una ulteriore telefonata alla signora, ma con toni ben diversi : « ci scusiamo per i disagi e per il disturbo arrecatole, ma si sarà trattato sicuramente di un errore nei nostri dati. La preghiamo di scusarci, lei non sarà più disturbata.»?ma 10 anni sono passati, prima che la vicenda si concludesse.