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Sabato 18 Novembre 2017 - Aggiornato alle 15:50 - Lettori online 775
CATANIA - 29/06/2017
Sicilia - Singolare sentenza del giudice del lavoro che dà ragione ad una società

Ora si licenzia anche con Whatsapp

"La modalità utilizzata dal datore di lavoro nel caso di fattispecie appare idonea ad assolvere ai requisiti formali" Foto Corrierediragusa.it

Ora si può licenziare anche con un messaggio inviato da Whatsapp. Il benservito tramite chat equivale difatti a una forma scritta ed è quindi ammissibile. Lo afferma il giudice del Lavoro, Mario Fiorentino, nella sentenza del 27 giugno scorso che, di fatto, respinge il ricorso presentato da una dipendente di una società, licenziata tramite Whatsapp nel marzo 2015. Secondo quanto scrive il giudice, "il recesso intimato con WhatsApp appare assolvere l´onere della forma scritta trattandosi di documento informatico che parte ricorrente ha con certezza imputato al datore di lavoro, tanto da provvedere a formulare tempestiva impugnazione giudiziaria in data 23 aprile 2015". Insomma, con questa sentenza del Tribunale del Lavoro, la digitalizzazione della pubblica amministrazione sembra tocca il culmine.

Secondo il giudice, infatti, "la modalità utilizzata dal datore di lavoro nel caso di fattispecie appare idonea ad assolvere ai requisiti formali in esame, in quanto la volontà di licenziare è stata comunicata per iscritto alla lavoratrice in maniera inequivoca come del resto dimostra la reazione da subito manifesta dalla predetta parte".