Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 911
CATANIA - 12/09/2016
Sicilia - Quattro arresti

Grosso giro di usura. La madre del boss: "Dove sono i soldi"?

Gli investigatori hanno accertato come il gruppo fosse dedito all’attività usuraia Foto Corrierediragusa.it

Un grosso giro d´usura è stato scoperto dalla polizia, che ha arrestato quattro persone. I poliziotti hanno dato esecuzione a un´ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del Tribunale etneo, nei confronti di Concetta Salici, di 62 anni, finita in carcere; Gaetano Bellia, di 34 anni, attualmente detenuto presso la casa circondariale di Catania Bicocca; Giovanni Salici, 52 anni, finito in carcere; ed Emanuela Valentina Aquilino, 29 anni, finita agli arresti domiciliari. Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di usura e tentata estorsione, con le aggravanti di avere agito avvalendosi della forza di intimidazione e della condizione di assoggettamento e di omertà derivanti dall´appartenenza all´associazione mafiosa Cappello-Bonaccorsi e di avere commesso il reato a danno di persone che versavano in stato di bisogno. La misura cautelare accoglie gli esiti di indagini avviate nell´ottobre del 2015, su delega della Dda di Catania, nei confronti dei fratelli Gaetano ed Attilio Bellia, esponenti del clan mafioso Cappello - Bonaccorsi, entrambi tratti in arresto il 24 novembre 2015 nell´ambito dell´operazione "Revenge 5". In quella circostanza, sebbene non fossero stati contestati specifici reati di usura, era emerso un giro vorticoso di denaro tra i due fratelli e la madre Concetta Salici. Inoltre, durante una perquisizione domiciliare, eseguita nel luglio 2013, vennero trovati numerosi assegni post-datati privi dei beneficiari e alcuni titoli cambiari.

Le indagini hanno fatto emergere un vasto giro di prestiti ad usura, gestito proprio da Concetta Salici, che, facendo leva sul carisma e sull´appartenenza alla famiglia mafiosa, avrebbe coordinato l´attività illecita, con la collaborazione del figlio, Gaetano Bellia, della convivente di quest´ultimo, Emanuela Valentina Aquilino, nonchè del fratello Giovanni Salici.

Gli investigatori hanno accertato come il gruppo fosse dedito all´attivita´ usuraia nei confronti di numerose vittime che, in conseguenza dello stato di bisogno in cui versavano erano costrette a rivolgersi alla Salici per ottenere somme di denaro, quantificabili in alcune migliaia di euro pro-capite, da restituire con interessi sino al 30% mensile. In caso di eventuali ritardi nei pagamenti seguivano le minacce poste in essere da Gaetano Bellia e, talvolta, anche da Giovanni Salici. Sebbene le intercettazioni abbiano fatto emergere numerosi episodi di usura, nella misura cautelare ne sono contestati solamente tre, atteso che alcune vittime hanno volontariamente negato la pressione usuraia, consapevoli della potenziale denuncia per favoreggiamento alla quale sarebbero andati incontro, pur di non rendere dichiarazioni contro la famiglia Salici-Bellia.

Nel corso delle indagini, infatti, sono state indagate 7 persone per favoreggiamento personale per aver aiutato Concetta Salici e Gaetano Bellia ad eludere le indagini, fornendo dichiarazioni non veritiere in occasione della loro escussione negli uffici della Squadra Mobile. Alla Salici, quale istigatrice, ed al figlio Gaetano Bellia, quale esecutore materiale, è altresì contestata una tentata estorsione, poiche´, in concorso tra loro, al fine di incassare le somme pretese a titolo di interessi e di restituzione della sorte capitale, avrebbero costretto una vittima di usura a versare il denaro richiesto, evento non verificatosi per l´intervento dei poliziotti e per la decisione della vittima di denunciare i fatti.

Repubblica Palermo