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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 1004
CATANIA - 11/01/2016
Sicilia - Dovrà stare nella struttura penitenziaria etnea per 60 giorni

Panarello sedata in carcere dopo colloquio col marito

Prima del trasferimento dall’ospedale psichiatrico del Messinese un colloquio flash col marito che lo ha interrotto Foto Corrierediragusa.it

Davide Stival aveva risposto alla richiesta della moglie di parlarle nell’ospedale psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto per capodanno. Veronica Panarello aveva fatto sapere al marito che aveva qualcosa di importante da rivelare, qualcosa di nuovo. E invece? Niente. La solita solfa. Le stesse frasi che hanno fatto spazientire Davide Stival, che, dopo appena pochi minuti di colloquio con la detenuta, si è alzato di scatto e se n’è andato via. In modo anche un po’ brusco. L’uomo sarebbe stato vinto dall’esasperazione di «ascoltare sempre lo stesso disco», avrebbe quindi girato i tacchi perchè stanco di ascoltare la medesima versione dei fatti che la moglie ha propinato ripetutamente nelle ultime settimane: Loris non lo ha ucciso lei, il bimbo si è soffocato da solo con le fascette di plastica strette attorno al collo e lei, in preda al panico dopo averlo trovato moribondo, invece di chiamare aiuto si è liberata del corpicino gettandolo in fondo al canalone di contrada Vecchio Mulino. Fine della storia e fine del colloquio. Difficilmente Stival accoglierà altre richieste della Panarello, stando così le cose. Sicuramente preferirà attendere l’esito della perizia psichiatrica che stabilirà se la donna fosse o meno allora di intendere e di volere e se è ora in condizione di poter affrontare un processo a suo carico. Proprio a tale scopo la Panarello è da sabato scorso nella sezione femminile del carcere di piazza Lanza a Catania, dove è stata trasferita dall’ospedale psichiatrico giudiziario del Messinese, dove aveva trascorso le festività, per essere sottoposta alla perizia. La presunta assassina del figlio Loris si proclama sempre innocente ma su di lei pendono le pesantissime accuse di omicidio aggravato premeditato e occultamento di cadavere. Nella struttura penitenziaria etnea si è tenuto il primo esame medico legale dopo che il gup di Ragusa Andrea Reale ha disposto la perizia psichiatrica sull’imputata, come chiesto dal legale della donna, l’avvocato Francesco Villardita. A quelli di queste ore seguiranno altri accessi nel carcere di Catania, dove Veronica Panarello resterà detenuta fino alla conclusione della perizia, quindi non meno di due mesi. La prossima udienza del processo col rito abbreviato al tribunale di Ragusa è fissata per il 17 marzo.

I periti nominati dal giudice sono Eugenio Aguglia, professore ordinario di psichiatria dell´università di Catania, e Roberto Catanesi, ordinario di psicopatologia forense dell´ateneo di Bari. La difesa ha nominato come consulenti di parte Giuseppe Sartori, neuropsicopatologo dell´università di Padova, e Pietro Pierini, psichiatra dell´ateneo di Pisa. I consulenti di parte civile sono invece la psicologa Maria Costanzo e lo psichiatra Giuseppe Catalfo, nominati dall´avvocato Daniele Scrofani che rappresenta il padre di Loris e la nonna paterna. Il nonno paterno di Loris ha nominato, tramite il suo avvocato Francesco Biazzo, lo psicologo e criminologo forense di Siena Silvio Ciappi.

Intanto in queste ore la Panarello è sotto l’effetto di farmaci. «E´ sedata – ha detto Villardita uscendo dal carcere di Catania – a quanto pare perchè tutto ciò è previsto dalla cura a cui è sottoposta. Le fanno la terapia probabilmente per dormire o perché gli psichiatri ritengono che la mia assistita necessiti di una terapia farmacologica per problemi di ansia. Una scelta fatta dai medici – ha concluso il legale – che non possiamo fare altro che condividere». Nella sezione femminile del carcere di Catania la Panarello è ora guardata a vista dagli agenti penitenziari, anche se finora non ha mai manifestato nessun gesto autolesionistico.