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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 631
CATANIA - 22/12/2015
Sicilia - Per il gup di Catania non c’erano elementi necessari per istruire un processo

Mario Ciancio prosciolto da concorso associazione mafiosa

All’editore era stati contestati una serie di vicende che iniziano negli anni ’70 e si protraggono fino ad anni recenti Foto Corrierediragusa.it

Il giudice per l´udienza preliminare di Catania, Gaetana Bernabò, ha disposto il non luogo a procedere per l´editore e direttore de La Sicilia, Mario Ciancio Sanfilippo (foto),nell´inchiesta in cui era imputato per concorso esterno in associazione mafiosa. Per il gup il fatto non è previsto dalla legge come reato.

Per il gup di Catania non c´erano elementi necessari a istruire un processo. Il gup ha prosciolto l´editore e direttore de La Sicilia, annunciando il deposito della motivazione entro i prossimi novanta giorni. L´udienza era stata caratterizzata dagli interventi dei legali della difesa, gli avvocati Carmelo Peluso, del foro di Catania, e Francesco Colotti, dello studio di Giulia Bongiorno. In precedenza la procura di Catania aveva chiesto l´archiviazione del fascicolo, ma il gip Luigi Barone in udienza camerale aveva sollecitato nuove indagini.

I pm avevano quindi presentato la richiesta di rinvio a giudizio e nell´avviso di conclusione delle indagini la procura di Catania sottolineava che "la contestazione si fonda sulla ricostruzione di una serie di vicende che iniziano negli anni ´70 e si protraggono nel tempo fino ad anni recenti" e "riguardano partecipazione ad iniziative imprenditoriali nelle quali risultano coinvolti forti interessi riconducibili all´organizzazione Cosa Nostra" e in particolare a un centro commerciale.

Nel procedimento si erano costituiti come parte civile l´Ordine dei giornalisti di Sicilia, i due fratelli del commissario della polizia di Stato Beppe Montana, ucciso dalla mafia, Dario e Gerlando, e Sos Impresa, associazione antiracket di Confesercenti.