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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 596
CATANIA - 17/09/2015
Sicilia - Nel procedimento in corso per il reato di voto di scambio

Le richieste della procura per Lombardo e figlio

Il deputato regionale ha rilasciato dichiarazioni spontanee alla Corte Foto Corrierediragusa.it

Quattordici mesi di carcere per l´ex presidente della Regione e deputato regionale Raffaele Lombardo e dieci per il figlio Toti. Sono queste le richieste della Procura di Catania nel procedimento in corso per il reato di voto di scambio. Dieci mesi di reclusione è la richiesta fatta anche per gli altri imputati Ernesto Privitera, Giuseppe Giuffrida e Angelo Marino, ovvero i tre soggetti che avrebbero beneficiato del voto di scambio. Raffaele Lombardo, al termine della requisitoria, ha rilasciato dichiarazioni spontanee alla Corte. L’ex governatore ha mostrato il testo di un sms ricevuto qualche giorno fa da una donna che si chiama Mariella. La donna, nel testo del messaggio, chiede a Lombardo di aiutare la sua famiglia costretta a a vivere in ristrettezze economiche. «Una volta ne ricevevo tantissimi sms di questo genere, adesso un po’ meno – ha spiegato Lombardo – se mai l’avessi aiutata lei poi avrebbe detto di avere avuto aiuto in cambio di che cosa? Io se posso fare qualcosa la aiuterò lo stesso. Privitera è stato un mio fedelissimo per decenni, dunque nessun voto di scambio».

Al centro dell’inchiesta sfociata nel processo, le elezioni regionali dell’ottobre 2012 in cui Toti Lombardo, venne eletto deputato nella lista Mpa e di quelle politiche immediatamente successive, nel 2013, durante le quali, invece, la lista Mpa con Lombardo Raffaele capolista, non superò la soglia di sbarramento. L’ex consigliere circoscrizionale della prima municipalità di Catania, Ernesto Privitera, è al centro dell’indagine contro i Lombardo.

Privitera, uomo di fiducia dell’ex governatore siciliano, nel corso di varie intercettazioni avrebbe sbandierato il sostegno elettorale garantito ai Lombardo, pretendendo in cambio favori per l’assunzione del cognato, Giuseppe Giuffrida e del cugino Angelo Marino, il primo poi assunto effettivamente per tre mesi nella società di raccolta rifiuti Oikos Ipi.

LOMBARDO DAL SUO BLOG: "HO SEMPRE AIUTATO SENZA CHIEDERE NIENTE"
Pubblichiamo in maniera integrale quanto scritto dall´ex presidente della Regione Raffaele Lombardo sul suo blog dopo le richieste di condanna avanzate dalla procura:

La requisitoria dei pm nel processo che mi vede coinvolto per voto di scambio si è conclusa con la richiesta di un anno e due mesi. Si sta per concludere processo in uno dei pochi casi in cui voto di scambio non c’è. Non ci sono dubbi che vi sia da altre parti, in Italia e in Sicilia. Basta cercarlo nei servizi televisivi e nella miriade di trasmigrazioni avvenute: alcune possono essere per nobili ragioni ideali, ma una percentuale rilevante è motivata da assunzioni di parenti e amici e da potenziamenti, per così dire, dei conti in banca. Le trasmigrazioni sono ancora una infinità e il mio movimento lo denunciò in tempi non sospetti. Nel febbraio del 2013 il segretario del mio partito, Piscitello, ha denunciato con un esposto i passaggi effettuati con nomi e cognomi. Adesso anche i grillini l’hanno fatto dopo le parole in aula di un deputato regionale. Quindi nel mio caso io sono una vittima del voto di scambio. Non ho condizionato la libera volontà di nessuno. Ernesto Privitera lo conosco da sempre: suo padre sosteneva mio padre. E’ possibile che abbia blaterato a destra e a manca ma era già consigliere di quartiere Mpa e ha sempre sostenuto il mio movimento. Non avevo alcunché da scambiare. durante il processo sono intervenuto con delle dichiarazioni spontanee. Ho letto al giudice un sms ricevuto alle 12,43 da parte di una signora di Caltagirone che mi chiedeva aiuto per delle difficoltà economiche.

Già in passato ne avevo ricevuti altri. A questa persona ho dato una mano sia finanziariamente sia procurando un lavoro precario e le darò sempre una mano. Ma ho chiesto al giudice di immaginare se questa signora si fosse candidata e se l’avessero intercettata. Sicuramente avrebbe parlato di me, del favore che le ho fatto e di voti e di preferenze. E probabilmente mi sarei trovato coinvolto in un processo per voto di scambio.

Ho dato una mano a chiunque ne avesse di bisogno: sia del mio partito sia di altri. Ma nessuno può dire che io abbia aiutato qualcuno, nella legittimità del caso, con una contropartita. E’ stato detto che nelle intercettazioni non si parlava mai di politica. Io in quel periodo mi occupavo della Regione, del famoso intervento a gamba tesa del governo Monti sulla Sicilia e nel mio mandato politico amministrativo mi sono occupato dei problemi del personale del Comune, dell’Amt con l’acquisto dei mezzi e la nuova sede, dei lavori per la nuova autorimessa. Ho fatto finanziare l’asse attrezzato e, come per tante altre cose, mi sono fatto portavoce di tante altre battaglie ad esempio portando diecimila persona a Messina per il ponte sullo stretto.

Non mi occupavo di certo di assunzioni o di questioni di piccolo cabotaggio. Anzi vorrei ricordare che ho bloccato le assunzioni alla Regione con la legge 25 del dicembre del 2008 e ho personalmente voluto quella norma per limitare il personale. Mi auguro che ci sia un giudice coraggioso: non c’è una virgola che faccia pensare allo scambio o al fatto che io abbia potuto far parte di un ricatto elettorale. So che ci vorrà coraggio ad assolvermi perché è stato creato il mostro Lombardo: c’è stato un bombardamento mediatico senza precedenti ma mi auguro che questo giudice possa far emergere la verità.

Raffaele Lombardo