Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 18:19 - Lettori online 944
CATANIA - 15/07/2015
Sicilia - Il dissesto della compagnia aerea low cost

Pulvirenti tra i 14 indagati Wind Jet

Emessi gli avvisi di garanzia da parte della procura di Catania Foto Corrierediragusa.it

Quattordici persone, tra cui Antonino Pulvirenti (foto), ovvero l´ex patron del Catania calcio coinvolto nel recente scandalo delle partite truccate per ottenere la salvezza in serie B delle propria squadra, sono indagate dalla Procura della Repubblica di Catania per bancarotta fraudolenta in relazione al dissesto della compagnia aerea low cost Wind jet , ammessa alla procedura di concordato preventivo con un passivo di oltre 238 milioni di euro. Lo ha reso noto con un comunicato la Procura etnea, aggiungendo di aver emesso avvisi di garanzia agli indagati, che sono stati invitati a presentarsi per rendere interrogatorio. L´indagine è stata condotta dalla Guardia di Finanza di Catania. L´attività investigativa, condotta in stretta collaborazione con i consulenti tecnici nominati dall´autorità giudiziaria, ha consentito di ricostruire le vicende societarie che hanno condotto all´aggravamento dello stato di dissesto della Wind Jet s.p.a. per oltre 160 milioni di euro "per effetto di operazioni dolose compiute a partire dal 2005". Da accertamenti bancari, acquisizioni documentali e rogatorie internazionali svolte in Lussemburgo, Francia e Regno Unito è emerso che la Wind Jet s.p.a. già dal 2005 aveva riportato ingenti perdite che non le consentivano più di operare sul mercato in mancanza di immissione di capitali, essendo insufficienti le ricapitalizzazioni effettuate. Secondo quanto accertato, tali perdite sarebbero state occultate nel bilancio al 31 dicembre del 2005 con un´artificiosa operazione di valorizzazione del marchio WJ consistita nella cessione - e retrocessione dopo pochi anni - del marchio Wind Jet in favore della Meridi s.p.a. (società di gestione di supermercati facente parte del medesimo gruppo imprenditoriale) per un importo pari a 10 milioni di euro.

Oltre ad Antonino Pulvirenti - presidente del CdA ed Ad della compagnia e, dal 24 dicembre del 2009 presidente del CdA di Meridi S.r.l. e amministratore unico di Finaria S.p.a., titolare del 99,22% delle azioni di Win Jet S.p.a. e del 97,36% delle quote di Meridi S.r.l - sono indagati: Gianmarco Abbadessa, Gianni Cominu e Giuseppe Amico, rispettivamente componente del collegio sindacale, Maintenence PH ed Engineering Manager di Wind Jet S.p.a., Luciano Di Fazio Senior e Gianluca Cedro Senior, entrambi partner di Emintad, società di consulenza strategica advisor di Wind Jet S.p.a., dal 14 gennaio 2011 con l´incarico di supportare la compagnia aerea in un piano di sviluppo, Giulio Marchetti, associate partner della Bompani Audit S.r.l., Sarah Patti e Vincenzo patti, rispettivamente componente e presidente del collegio sindacale di Wind jet Spa. Risultano inoltre indagati Biagio Rantuccio "quale destinatario di somme di denaro sul proprio conto corrente", l´Ad di Wind Jet Stefano Rantuccio, la commercialista della compagnia aerea Paola Santagati, Remo Simonetti, amministratore della Bompani Audit Srl, società di revisione contabile iscritta all´albo Consob incaricata dall´Assemblea dei Soci dell´11 luglio 2006 di svolgere l´incarico del controllo contabile di Wind Jet S.p.a., incarico rinnovato per il triennio 2009-2011, il componente del CdA della compagnia aerea ed Ad di Meridi S.r.l. dal 24.12.2009 Angelo Vitaliti.

L´anomalia di bilancio è stata rilevata anche dal commissario giudiziale, avv. prof. Libertini, nominato dal Tribunale fallimentare nell´ambito della procedura di concordato preventivo. Secondo le indagini, negli anni successivi le operazioni di fittizia sopravvalutazione di bilancio sono proseguite e gli organi societari si sono avvalsi del contributo di società estere che hanno predisposto perizie di stima "di comodo" del magazzino e di beni strumentali di Wind Jet s.p.a. rappresentando valori sovrastimati per oltre 40 milioni di euro. Secondo quanto emerso, le fittizie rilevazioni dell´attivo nelle poste di bilancio sarebbero state eseguite d´intesa con i componenti dell´organo sindacale - che invece avrebbero dovuto svolgere funzioni di controllo - e d´accordo con i responsabili della società di revisione. La Wind jet s.p.a avrebbe dunque intrapreso la trattativa svolta con Alitalia nella prima metà del 2012 mentre versava in una grave condizione di dissesto occultata dalle fittizie sopravvalutazioni dei dati di bilancio. Nel corso delle indagini sono emerse anche indebite appropriazioni di somme di Wind jet Spa da parte di Rantuccio Stefano e Rantuccio Stefano Biagio per importi pari a circa 270.000 euro mediante complessi trasferimenti di danaro dall´Italia al Lussemburgo e Regno Unito e successive retrocessioni verso l´Italia. Trattandosi di reato commesso in più di uno Stato è stata contestata l´aggravante della transnazionalità.