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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:51 - Lettori online 841
CATANIA - 23/06/2015
Sicilia - Ci saranno di certo risvolti anche nella giustizia sportiva

VIDEO intercettazioni scandalo Catania calcio

Tutto comincia con una denuncia: quella che il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti presenta alla Digos perché teme per la propria incolumità Foto Corrierediragusa.it

L’inchiesta che sta scuotendo il Calcio Catania e la Serie B avrà certamente un filone a cura della giustizia sportiva, ma ancora non c’è stato alcun contatto fra i togati dello sport e i magistrati catanesi. E pensare che tutto cominciò con una denuncia: quella che il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti presenta alla Digos perché teme per la propria incolumità.



“Le indagini sono recenti e questo credo che sia un elemento importante – dice il procuratore Giovanni Salvi -. Noi indaghiamo a poche settimane dall’ultimo degli episodi. Ci metteremo in contatto certamente con la giustizia sportiva e trasmetteremo tutto ciò che è necessario”. Il capo della procura etnea ha però specificato che “era importante concludere le indagini ora, prima che cominci il campionato, per mettere tutti in confusione di potere fare le loro scelte e prendere decisioni”. Severo e amaro, da ex uomo di sport, il commento del questore Marcello Cardona che è stato un arbitro di Serie A: “Ogni settimana ne esce una sul calcio. L’altra settimana Catanzaro, tre settimane fa il Cremona, l’altro ieri la Fifa. Qualcosa credo che non quadri’’. Il questore ha parlato di ’’un quadro probatorio estremamente chiaro che riguarda sia le scommesse sia le attivita’ di corruttela gravissime, dove sono state individuate anche le somme di denaro portate, date. Una cosa molto complessa’’. Stamani il presidente della Lega Serie B, Andrea Abodi, parlando a Sky Tg24 in merito alla possibilità che l’inchiesta di Catania possa invalidare il campionato appena concluso ha affermato perentoriamente: “Il rischio non esiste. Per definizione la responsabilità è individuale, quindi risponde chi paga”.

ECCO COME TUTTO E´ COMINCIATO
Tutto comincia con una denuncia: quella che il presidente del Catania, Antonino Pulvirenti presenta alla Digos perché teme per la propria incolumità. Del resto la squadra va male, malissimo e lui vuol correre ai ripari per evitare lo spettro della Lega Pro. Ma in pochi avrebbero immaginato che la ‘medicina’ da adoperare era una sorta di doping. La ‘cura’ inizia, dopo l’ennesima sconfitta, quella a Chiavari contro l’Entella, che fa sprofondare il Catania nei bassifondi della classifica, così si pensa ai ‘treni’ cioè ai calciatori da ‘avvicinare’ per aggiustare i risultati. Sarebbero almeno 5 le ‘partite sistemate’, mentre una sesta è ancora sotto la lente di ingrandimento della magistratura etnea. Cinque, quanti sono i calciatori finiti sotto inchiesta, mentre Pulvirenti, l’ad rossazzurro Pablo Cosentino, l’ex ds Daniele Delli Carri e i procuratori sportivi Fernando Arbotti e Pietro Di Luzio assieme ai gestori di scommesse Giovanni Impellizzeri e Fabrizio Milozzi si trovano agli arresti domiciliari. Durante le conversazioni telefoniche gli indagati utilizzavano un codice ben preciso: ‘il magistrato’ era il presidente Pulvirenti, ‘l’udienza o la causa’ era l’incontro di calcio, ‘la tariffa o la parcella dell’avvocato’ era il prezzo per al corruzione del calciatore, ‘il treno’ era il calciatore e ‘l’orario del treno o il binario’ era il numero di maglia del calciatore.

E’ in una delle intercettazioni che il presidente del Catania, Pulvirenti parla con l’ex ds Delli Carri.

“Novità?”, chiede il presidente.

“Qualcosa sì, però non posso dire niente adesso c’è un treno alle 15…”, risponde Delli Carri.

Pulvirenti: “E l’altro?”

Delli Carri: “Ce ne sono altri due però,

Pulvirenti: “Tienimi informato…”

I giocatori avrebbero ricevuto, in media, 10 mila euro ciascuno.

Gli investigatori della Digos e della polizia postale, attraverso l’intercettazione di numerose conversazioni hanno analizzato il modus operandi nell’ alterare fraudolentemente il risultato degli incontri di calcio del Catania validi per il campionato di ‘Serie B’, con conseguente vittoria del Catania. Con il Catania in crisi, i vertici della società Pulvirenti, Cosentino e Delli Carri hanno preso contatto con gli altri indagati per realizzare per favorire le vittorie della squadra etnea negli incontri di calcio che si sarebbero disputati da quel momento in poi. L’associazione a delinquere avrebbe goduto di consistenti risorse economiche e finanziarie messe a disposizione da Gianluca Impellizzeri, utilizzate per pagare i favori dei partecipanti alle manifestazioni sportive, risorse umane, contatti e rapporti di conoscenza vantati da Arbotti per individuare ed avvicinare i calciatori ritenuti disposti a offrire le loro prestazioni in cambio di un’offerta o promessa di denaro. intanto il professore Giovanni Grasso, legale di Antonino Pulvirenti, in una nota fa sapere che il presidente si dice “estraneo” alle accuse contestate e “certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti” e di avere “massima fiducia nella magistratura”.

I TIFOSI DEL CATANIA: "ONORE A NOI CHE NON CI SIAMO VENDUTI"
“Onore a noi che non ci siamo venduti. Che non ci siamo girati dall’altra parte. Che abbiamo denunciato il disastro Catania già un anno fa. Che nonostante le critiche di molti siamo andati avanti lo stesso”. Lo scrivono i rappresentanti del tifo organizzato del Catania, in post sulla pagina facebook “Quando saremo tutti nella Nord” in merito all’inchiesta che ha portato ai domiciliari i vertici della società di Torre del Grifo. “Oggi – si legge – è un giorno triste ma dobbiamo avere la consapevolezza che ci siamo comportati secondo coscienza. Perché difendere i nostri colori è anche denunciare quello che non va, non chiudere gli occhi”. “Il prezzo da pagare sarà alto e lo pagheremo. È giusto così – conclude il post – È il modo per difendere l’integrità e la purezza della nostra Storia. E poi ripartiremo. Da qualunque categoria. Onesti, e puliti. Catania siamo noi”. Il libro ‘Quando saremo tutti nella Nord’ ripercorre gli anni difficile del club rossazzurro a partire dall’estate del 1993, quando la società venne radiata, fino alla promozione in Serie A conquistata dal Catania 


Blogsicilia


Un altro colpo mortale inflitto alla Sicilia
24/06/2015 | 8.26.47
Giovanni48

Un club dalle nobili tradizioni, come ha commentato Pippo Baudo e una tifoseria appassionata e corretta non meritavano dirigenti simili e una conclusione così ingloriosa! E´ un altro colpo mortale inflitto al cuore della nostra martoriata Sicilia!