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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 16:41 - Lettori online 908
CATANIA - 23/06/2015
Sicilia - Lo scandalo delle partite truccate nel campionato di serie B

Catania calcio: 100 mila euro in casa dell´ex "Re Leone"

Sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori anche il derby tra gli etnei e il Trapani dell’11 aprile, conclusosi con il punteggio di 4-1 in favore dei rossazzurri. Tra gli indagati anche il patron del Messina, Pietro Lo Monaco, e il difensore granata Luca Pagliarulo Foto Corrierediragusa.it

C´è anche il "Re Leone" Gianluca Impellizzeri (foto), giocatore simbolo del Modica calcio della scalata alla C2 agli inizi del 2000, tra le persone coinvolte nello scandalo del Catania e finite in manette, in un mondo del calcio sempre più malato. Impellizzeri, chiamato il "Re Leone" per la sua lunga chioma e soprattutto per il suo modo di battersi in campo, fu una pietra miliare nel Modica del presidente Antonio Aurnia e dell´allenatore Pino Rigoli, nel lungo e glorioso cammino della scalata alla C2 nelle stagione 2002/03 e 2004/05. Pare che Impellizzeri, attivo nel mondo del calcioscommesse, fornisse i capitali necessari al presidente del Catania calcio Antonio Pulvirenti nelle combine delle partite.

IL "TESORETTO" NASCOSTO IN CASA IMPELLIZZERI
C´è un libro mastro delle partite pilotate nelle mani della Digos, è stato scovato nella casa di Piero Di Luzio, uno degli arrestati nell´operazione sulla calciopoli catanese. Gli investigatori parlano di «documenti e appunti di sicuro rilievo penale in quanto contenenti dei riferimenti al Catania Calcio e alle somme di denaro versate». Un documento importante, che potrebbe portare nuova linfa agli accertamenti, non ancora conclusi, degli inquirenti. Durante le perquisizioni, a casa dell´agente di scommesse sportive ed ex calciatore Gianluca Impellizzeri sono stati trovati 100 mila euro «occultati in diversi punti del controsoffitto», ma anche un localizzatore di microspie a radio frequenza, segno che l´indagato temeva di essere intercettato.

La Questura ha reso noto il capo d´indagine sul quale lavorano i magistrati Alessia Natale e Alessandro Sorrentino, sotto il coordinamento di Giovanni Salvi. «Associazione a delinquere -sottolinea la Polizia- finalizzata alla frode sportiva nonché per vari relativi episodi di frode in competizioni sportive aggravata dall’essere le stesse influenti ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati». Quest´accusa riguarda Antonino Pulvirenti, presidente del Calcio Catania, Pablo Gustavo Cosentino, amministratore delegato del Calcio Catania, Daniele Delli Carri, ex direttore sportivo del Calcio Catania, Giovanni Luca Impellizzeri, agente di scommesse sportive on line, Piero di Luzio, Fabrizio Milozzi, pregiudicato, Fernando Arbotti detto Michele, procuratore sportivo e agente Fifa.

La Digos ha notificato nuovi avvisi di garanzia a Riccardo Fiamozzi, calciatore del Varese, Luca Pagliarulo, calciatore del Trapani, Antonio Daì, calciatore del Trapani, Christian Terlizzi, calciatore del Trapani, Matteo Bruscagni, calciatore del Latina, Alessandro Bernardini, calciatore del Livorno. La Questura di Catania comunica che «sono in corso di notifica analoghi provvedimenti a carico di altri calciatori di Serie B». L´inchiesta, dunque, potrebbe aprire nuovi scenari investigativi.

Nel mirino degli inquirenti è finita anche la partita Messina-Ischia del 18 aprile 2015, che sarebbe stata «alterata» e si è conclusa 1-1. In quell´occasione, i vertici del Messina, Pietro Lo Monaco, l´Ad Alessandro Failla e il direttore sportivo Fabrizio Ferrigno si sarebbero «adoperati -spiega la Questura. affinché la citata partita terminasse con il risultato prestabilito del vantaggio temporaneo dell’Ischia nel primo tempo e del pareggio quale esito finale».

E ancora, scrivono gli investigatori: «La motivazione della frode sarebbe legata al consistente profitto ricavabile da tale tipologia di scommessa della quale si sarebbe occupato anche in questo caso l’Impellizzeri. Le varie agenzie quotavano infatti l’incontro con quello specifico risultato parziale/finale, poi concretizzatosi effettivamente in quegli esatti termini, fino anche a 19 volte la posta. I suddetti risultano pertanto anch’essi indagati per il reato in concorso di frode in competizione sportiva aggravata dall’essere la stessa influente ai fini dello svolgimento di concorsi pronostici e scommesse regolarmente esercitati». Livesicilia

LE INTERCETTAZIONI E LA GENESI DELL´INCHIESTA
"Ormai l´ho inquadrato il campionato di serie B. L´anno prossimo arrivo primo". Parole ferme, pronunciate a salvezza ottenuta, dal patron Pulvirenti in una conversazione intercettata dagli inquirenti che da settimane mettevano assieme indizi su indizi. Secondo l’accusa, il Catania calcio si sarebbe adoperato per "corrompere" calciatori delle formazioni avversarie e spianarsi, così, la strada verso la vittoria. Il sistema, oltre che su Antonino Pulvirenti, si reggeva sulle spregiudicate "avances" di Pablo Cosentino, del già citato Gianluca Impellizzeri, Daniele Delli Carri, Fabrizio Milozzi, Fernando Arbotti e Piero Di Luzio. Il quadro che emerge dalle intercettazioni è quello di combine che avrebbero finito collateralmente con l´incidere anche sulle puntate delle scommesse.

In una intercettazione, il presidente dei rossazzurri appare fortemente infastidito dal fatto che il suo ds, Delli Carri, non si sia più fatto vivo: "Daniele ma cosa stai combinando?". "Sto ancora qua…sto ancora qua con lui…Poi le spiego…E´ a posto…è a posto…è a posto…". Nei dialoghi si parla in codice e "il magistrato" era il presidente Pulvirenti. "L´udienza o la causa" era l’incontro di calcio; la "tariffa o parcella dell´avvocato" era il prezzo per la corruzione del calciatore; "il treno" corrispondeva al calciatore; "l’orario del treno o il binario" era, invece, il numero di maglia del calciatore.

Nelle conversazioni spuntano gli intermediari con i calciatori da corrompere. Di Luzio: «Non perché se non è saldato di qua io non penso che quelli fanno. Siete interessati o no?». Delli Carri: «Certo, certo!». Messaggi criptati con gli orari dei treni che corrispondevano ai numeri di maglia dei calciatori. Uno dei dialoghi tra lo stesso Di Luzio e l’agente Fifa, Fernando Antonio ´Michele´ Arbotti: "Alle 13 parto"…"Alle 13!"…"Ho fatto sta scelta"…"Quello delle 15 niente?"…"No perché ho dovuto una scelta". Ancora Arbotti: "…e gli ho detto, guardate c’è un discorso aperto eh che ne dite? E lui mi ha dato sia Cosentino che il presidente mi hanno dato disponibilità in tutto non l’abbiamo riaffrontata ma per me è come se fosse fatta perché bene o male stanno mantenendo fede a tutto".

E, poi, c’è il capitolo del calcioscommesse, con l’ex calciatore Gianluca Impellizzeri, oggi proprietario di un’agenzia di scommesse: "Mbare andiamo nei play off andiamo!!!"…e poi ti racconto una cosa…è avanti...quattro vittorie consecutive…stamu avvulannu!". "Se non ci pensavamo noi per queste cinque partite…eravamo retrocessi veramente…"."Ho caricato pure 1.500 euro con la carta di credito ma non le ho potute giocare. Viva lo sport".

Sono "cinque le partite di Serie B" per cui la Procura di Catania "ritiene accertata la combine" e sulle quale ha indagato la polizia di Stato. Sono: Varese-Catania, del 2 aprile 2015, terminata con il risultato di 0-3; Catania-Trapani dell´11 aprile 2015 terminata 4-1; Latina-Catania del 19 aprile 2015 1-2; Catania-Ternana del 24 aprile 2015 terminata 2-0; e Catania-Livorno del 2 maggio terminata 1-1. Accertamenti sono in corso anche su Catania-Avellino del 19 marzo 2015 terminata 1-0.

Intanto, Pulvirenti si dice "estraneo" alle accuse contestate e "certo di potere dimostrare la totale estraneità ai fatti". Una posizione espressa attraverso il suo avvocato, il professore Giovanni Grasso. Il patron del Catania esprime "massima fiducia nella magistratura".

Tra gli indagati nell´operazione ´´I treni del gol´´ vi sono anche il proprietario ed il direttore sportivo del Messina calcio Pietro Lo Monaco e Fabrizio Ferrigno, l´ad del Messina Calcio Alessandro Failla, il calciatore del Livorno Alessandro Bernardini, del Varese Riccardo Fiamozzi, del Trapani Luca Pagliarulo e Matteo Bruscaggin. Pulvirenti si è dichiarato estraneo ai fatti: "Dimostrerò la mia innocenza", ha detto a caldo. Livesicilia

AZIONE RISARCITORIA AVVIATA DAL CODACONS PER I TIFOSI
"Non c’è pace per il mondo del calcio italiano, con un nuovo gravissimo scandalo che vede coinvolte numerose partite di serie B, truccate e decise a tavolino". Lo dichiara il Codacons in una nota: "Una vicenda che dimostra come non esista alcuna forma di rispetto per i tifosi italiani del calcio, spremuti come limoni attraverso la vendita di biglietti e abbonamenti allo stadio, ma calpestati quando si tratta di pilotare incontri" scrive ancora il Codacons, commentando l’operazione condotta dalla Procura che ha portato all’arresto dei dirigenti del Catania. "Presenteremo oggi stesso formale costituzione di parte offesa dinanzi la Procura di Catania, in rappresentanza della collettività danneggiata dai gravi reati contestati – spiega il Codacons – e abbiamo deciso di lanciare una azione risarcitoria in favore dei tifosi delle squadre coinvolte nello scandalo e di chi ha scommesso sulle partite incriminate.

Sul sito www.codacons.it sarà infatti disponibile da oggi un modulo attraverso il quale tifosi e scommettitori potranno inserirsi nel procedimento aperto a Catania e chiedere di essere risarciti - in qualità di soggetti offesi - per i danni morali e patrimoniali subiti. Oltre alla buona fede tradita, infatti, i tifosi hanno sostenuto spese per seguire la propria squadra del cuore (abbonamenti o biglietti per lo stadio, acquisto partite in pay-tv, trasferte, ecc.) mentre gli scommettitori hanno puntato su partite secondo la Procura decise a tavolino. Soldi - chiude la nota - che ora dovranno essere restituiti dai soggetti responsabili di illeciti".

Il Codacons ricorda al riguardo che la Procura di Catania ritiene accertata la combine per le seguenti 5 partite: Varese-Catania del 2 aprile 2015; Catania-Trapani dell´11 aprile 2015; Latina-Catania del 19 aprile 2015; Catania-Ternana del 24 aprile 2015; Catania-Livorno del 2 maggio.

MICHELA GIUFFRIDA (PD): "ORA SPETTA ALLA MAGISTRATURA FARE CHIAREZZA"
"C´è una città che ha gioito, trepidato, sperato, per la sua squadra. C´è una città che adesso ha diritto di sapere, fino in fondo. L´inchiesta della Procura di Catania, i dettagli resi noti dal Procuratore Giovanni Salvi, lasciano allibiti ed è urgente adesso che si chiariscano fatti e responsabilità di ciascuna delle persone coinvolte. Gli arresti che riguardano la società Catania Calcio non possono, non devono però infangare un´intera città, i tifosi catanesi, il calcio. Adesso tocca alla magistratura fare luce su quanto è accaduto. Catania subisce l´ennesimo affronto, dopo aver già pagato, nel recente passato, un tributo altissimo per vicende che nulla hanno a che fare lo sport sano, leale, e non violento in cui i catanesi e i tifosi rossoazzurri devono continuare a credere, e a cui tutti noi abbiamo diritto". Lo afferma Michela Giuffrida, deputato europeo del Pd.