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Venerdì 9 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:44 - Lettori online 902
CATANIA - 18/06/2015
Sicilia - Su richiesta della procura distrettuale

Sequestro antimafia ad editore "La Sicilia" Ciancio

Sotto la lente d’ingrandimento pure un rapporto bancario intrattenuto da Ciancio, per il tramite di una società fiduciaria del Lichtenstein, in un istituto di credito con sede in Svizzera Foto Corrierediragusa.it

Il Tribunale di Prevenzione di Catania, in accoglimento della richiesta presentata dalla Procura Distrettuale, ha disposto il sequestro di ingenti somme di denaro riconducibili all’editore catanese del quotidiano "La Sicilia" e dell´emittente televisiva "Antenna Sicilia" Mario Ciancio Sanfilippo (foto). E´ quanto riporta in una nota la Procura di Catania. Sono stati sottoposti a sequestro antimafia un rapporto bancario intrattenuto da Ciancio, per il tramite di una società fiduciaria del Lichtenstein, in un istituto di credito con sede in Svizzera in cui sono depositati titoli e azioni per un valore, stimato allo stato, di circa 12 milioni di euro e, inoltre, è stata sequestrata la somma in contanti di circa 5 milioni di euro depositata presso una filiale di una banca etnea. Il sequestro è stato eseguito mercoledì scorso dai Carabinieri del Raggruppamento Operativo Speciale (Ros) Sezione Anticrimine di Catania, a cui erano state delegate le indagini penali e patrimoniali. Come è noto la Procura di Catania ha esercitato l’azione penale nei confronti di Ciancio Sanfilippo Mario per avere lo stesso, da numerosi anni, apportato un contributo causale a cosa nostra catanese e, per tale motivo, proprio in data 19 giugno si terrà la prima udienza preliminare al fine di stabilire se l’imputato dovrà o meno essere sottoposto ad un processo.

In tale contesto la Procura di Catania, oltre a raccogliere e riscontrare le dichiarazioni di collaboratori di giustizia ed a ricostruire complessi affari promossi dal Ciancio nei quali aveva interesse la mafia, ha delegato indagini patrimoniali che si sono spinte a ricercare anche dei fondi detenuti illegittimamente all’estero dal Ciancio. Si sono, così, individuati, tra gli altri, depositi bancari in Svizzera, alcuni dei quali schermati tramite delle fiduciarie di paesi appartenenti ai cosiddetti paradisi fiscali; gli accertamenti sono stati agevolati dalla cooperazione prestata, tramite rogatoria e in adesione ai trattati internazionali, della Procura Svizzera di Lugano, la quale ha acquisito dagli istituti bancari documentazione bancaria rilevante.