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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 11:08 - Lettori online 1022
CATANIA - 18/02/2015
Sicilia - Intanto emergono particolari vergognosi sulla gestione dell’emergenza

Palloncini in cielo ai funerali di Nicole

Un lutto per l’intera Sicilia scossa dall’accaduto Foto Corrierediragusa.it

Una folla di parenti e amici ai funerali della piccola Nicole celebrati ieri pomeriggio a Mascalucia, nella chiesa di San Vito. Si tratta della neonata morta in un’ambulanza diretta a Ragusa perchè non c’erano posti disponibili nelle unità di terapia intensiva neonatale di Catania. Al termine dei funerali decine di palloncini si sono levati in cielo mentre il padre Andrea Di Pietro usciva dalla chiesa reggendo con le braccia la bara bianca della figlia, semicoperta da un plaid rosa, con accanto la moglie Tania Laura Egitto abbracciata a lui (foto). Poi i palloncini, accompagnati dal suono delle campane, hanno preso il volo. L’auto che avrebbe dovuto trasportare la bara fino al cimitero del paese è stata lasciata andare: L’ultimo viaggio, Nicole, verso la tumulazione lo ha fatto tra le braccia del padre. Martedì sera era stata effettuata l’autopsia a Ragusa dove erano stati compiuti prelievi ematici e istologici per i quali sarà necessario attendere 60 giorni per avere gli esiti in referto. La Procura di Catania, che indaga sulla vicenda, aveva firmato il nulla osta per la restituzione del corpicino.

Il nonno paterno della bimba, Mario Di Pietro, aveva auspicato una «una partecipazione numerosa di istituzioni e chi vorrà stare vicino alla famiglia» durante le esequie. Intanto emergono particolari vergognosi sui colloqui telefonici intercorsi tra le parti in causa per trovare un posto letto per la neonata. Si discuteva della vita di una bambina con un tenore censurabile e a tratti oltraggioso simile ad una conversazione per la prenotazione di un tavolo in trattoria. Circostanze che gridano giustizia e sulle quali preferiamo non soffermarci per rispetto alla famiglia. La madre della bambina, Tania Laura Egitto, ha accusato un malore a causa della tensione e della prostrazione. Il marito Andrea Di Pietro è sempre con lei, circondati dall´affetto di parenti e amici. Intanto emerge il dato che la piccola si sarebbe potuta salvare.

PER IL MINISTRO LORENZIN "CRITICITA´ IN TUTTA LA SICILIA"
"Dalle prime verifiche della task force - ha detto il Ministro Lorenzin durante il question time alla Camera - è emerso ad esempio che nell´Utin di Siracusa era presente una culla aggiuntiva con un neonato che era stato spostato lì per un´epidemia di bronchiolite. Rimanendo sempre nell´ambito delle disfunzioni organizzative è emerso che i punti nascita di primo livello della Sicilia non risultano in grado di affrontare le emergenze che sono tali da imporre il trasferimento del neonato nelle strutture di secondo livello Utin, creando la situazione paradossale per cui nelle strutture di secondo livello vengono in parte gestite in modo inappropriato le emergenze che dovrebbero essere gestite già in quelle di primo livello. Sono queste le criticità che verranno affrontate per individuare le iniziative che dovranno essere avviate al più presto a livello regionale ovvero in via sostitutiva dal mio dicastero. Ribadisco, al più presto e se non interviene la Regione lo farà il ministero della Salute".

SONO 9 GLI INDAGATI
Sono nove gli indagati dalla procura di Catania nell´ambito dell´inchiesta sulla morte della piccola Nicole, deceduta su un´ambulanza verso Ragusa per mancanza di posti letto negli ospedali di Catania. L´iscrizione dei 9 indagati per omicidio colposo nell´ambito dell´inchiesta sulla morte della piccola Nicole è stata confermata dal procuratore di Catania, Giovanni Salvi. Destinatari dell´informazione di garanzia sono 5 medici che hanno operato tra la clinica e il trasferimento in ambulanza della piccola, 2 soccorritori di una associazione privata di Catania (quindi non del 118 regionale Seus) e altre 2 persone di altrettante unità di terapia intensiva neonatale. "Stiamo verificando - ha ribadito il procuratore - le responsabilità penali. E´ una vicenda dolorosa e occorrerà tempo". Intanto si apprende che un posto libero in ospedale c´era a Messina (molto più vicino da raggiungere rispetto a Ragusa) ma nessuno aveva chiamato per accertare la circostanza perchè, in linguaggio burocratese, l´area peloritana fa parte di un altro distretto.