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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 13:05 - Lettori online 480
CATANIA - 13/02/2015
Sicilia - Lo sfogo della madre su Facebook e la decisione repentina dell’assessore di dimettersi

Nicole: la Borsellino non si dimette più

Intanto la procura di Catania iscrive i primi nomi nel registro degli indagati per il decesso della neonata Foto Corrierediragusa.it

Dopo la morte della piccola Nicole sembrano lontani anni luce i giorni di felicità di Andrea Di Pietro e Tania Laura Egitto (nella foto in dolce attesa della primogenita), giovani sposi da due anni. Vivono a Gravina di Catania. Lui, che ha presentato la denuncia ai carabinieri, lavora in un bar, lei invece è casalinga. Non parlano con i giornalisti nella clinica Gibiino. Si fa portavoce il loro legale, avvocato Giuseppe Miceli che dice:"aggiorniamoci a tra qualche giorno perché questo non è il momento di commentare. Non possiamo dire alcunchè - aggiunge - ma vi prego di rispettare il dolore della famiglia". Ma mentre monta la polemica sui soccorsi e mentre la procura di Catania iscrive i primi nomi nel registro degli indagati per la morte della piccola Nicole, la mamma, Tania Egitto, affida un doloroso sfogo a Facebook, scrivendo un post sulla sua bacheca. «Ci sono tanti tipi di amore e noi abbiamo avuto la fortuna di provarli tutti, il più grande è senza dubbio quello per i propri figli ed io e Andrea lo proveremo per sempre per la nostra piccola Nicole che fin da subito dentro me ci ha regalato una gioia immensa e un amore infinito... poi c’è il dolore quello non vorresti mai provarlo sotto nessuna forma, ma lui ti insegue... e noi siamo stati inseguiti e presi da quello più brutto, il dolore della perdita di un figlio… un dolore che ti spezza il cuore in mille pezzi, un dolore che ti svuota, ti toglie la voglia di vivere, perché la tua vita era la sua vita… e non per cause naturali, ma per un errore umano, tanti errori umani… quello che dicono i Tg è solo una parte di verità... ma presto si avrà giustizia, presto tutto verrà alla luce e la mia bambina avrà pace», ha scritto la donna. La coppia, in passato, aveva già perso un figlio a causa di un aborto spontaneo.

L´ASSESSORE REGIONALE ALLA SANITA´ BORSELLINO ANNUNCIA LE SUE DIMISSIONI, ANZI NO
L´assessore regionale alla sanità Lucia Borsellino ha annunciato le proprie dimissioni salvo poi fare marcia indietro in poche ore. Atteggiamenti stucchevoli che la dicono lunga sullo spessore politico di chi ci governa. Figure barbine che si commentano da sole senza bisogno di aggiungere altro. L´unico auspicio dinanzi a questi discutibili "balletti" è che si possa arrivare in tempi rapidi all´individuazione di precise responsabilità in ordine all´assurda tragedia dai vergognosi contorni.

Alla "indecisa" Borsellino non erano andate giù le dichiarazioni rese dal ministro Beatrice Lorenzin che aveva ipotizzato addirittura un commissariamento della sanità in Sicilia. Parole, quelle pronunciate dalla titolare del ministero, che la Borsellino aveva giudicato "particolarmente dure". Saranno pure dure, aggiungiamo noi, ma restano sempre nulla rispetto alla tragedia sulle cui cause dovrebbero restare puntati i riflettori, una volta tanto scevri da fastidiose dichiarazioni di politici o presunti tali incentrati sullo "sport", sempre di moda, dello scaricabarile. Ne abbiamo le tasche piene.

IL MINISTRO LORENZIN INVIA GLI ISPETTORI E PAVENTA IL COMMISSARIAMENTO DELLA SANITA´
"Abbiamo immediatamente inviato gli ispettori in Sicilia per fare luce sulla morte della neonata a Catania. Abbiamo chiesto una relazione dettagliata e in tempi brevi". Cosi il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin all´Ansa, esprimendo "profondo sdegno per la morte della neonata, una vicenda che lascia sgomenti". "Attendo il documento finale degli ispettori per assumere le decisioni e iniziative che competono al ministero e valutare se i livelli essenziali di assistenza siano correttamente erogati dalla Regione o se ricorrano elementi per un nuovo commissariamento della sanità in Sicilia - dice la Lorenzin - e proprio l´ipotesi di commissariamento sarebbe relativa agli aspetti di organizzazione e l´appropriatezza per garantire la sicurezza dei pazienti".

LA TRAGEDIA ASSURDA
Una neonata in preda ad una crisi respiratoria e´ morta a bordo dell´ambulanza del 118 che la stava trasferendo a Ragusa da Catania, dove non c´era nessun posto disponibile in rianimazione pediatrica. Sulla tragedia della piccola Nicole, questo il nome della vittima, è stata aperta un´inchiesta. La neonata era venuta alla luce la scorsa notte in un clinica privata di Catania, la casa di cura Gibiino. Dopo un parto regolare, la bambina aveva accusato le difficolta´ respiratorie. I medici avrebbero invano cercato un reparto ospedaliero specializzato dove trasferirla nel Catanese, ma nessun ospedale aveva dei posti liberi per ricoverare la neonata. E´ stato chiesto allora l´intervento del 118, che ha reperito un posto nell´ospedale di Ragusa. La bambina e´ però deceduta durante il trasporto all´interno del mezzo di soccorso. Come accennato, la procura ha aperto due inchieste per accertare eventuali responsabilità mediche e sulla disponibilità di strutture cliniche non adeguate a Catania o nelle province più vicine.

NESSUN POSTO DISPONIBILE IN BEN 3 OSPEDALI DI CATANIA
Il ricovero d’urgenza della bambina paradossalmente non è stato possibile per l’indisponibilità di posti al Garibaldi, al Santo Bambino e al Cannizzaro. Il 118 ha "bussato" ai tre ospedali con terapia intensiva pediatrica, ma senza risultati: per la neonata non c’era posto, fatta eccezione che per la lontana Ragusa.

ACQUISITA LA CARTELLA CLINICA SI ATTENDONO GLI ESITI DELL´AUTOPSIA
Dopo la denuncia dei familiari della piccola, la procura ha sequestrato la cartella clinica. Il personale medico del 118 è stato sentito dagli investigatori e risposte certe sulle cause del decesso sono attese dall’autopsia.

IL CODACONS PREPARA GLI ESPOSTI
"Un caso di malasanità agghiacciante per il quale qualcuno sarà chiamato a pagare". Lo afferma il Codacons in merito alla vicenda della neonata di Catania deceduta a causa della mancanza di posto in ospedale dove essere curata. "Stiamo preparando un esposto alle Procure di Catania e Ragusa che già hanno aperto una indagine sull´episodio, in cui chiediamo di indagare per il reato di concorso in omicidio colposo - spiega l’associazione - In particolare vogliamo sapere se ci siano state responsabilità ed omissioni che abbiano contribuito a determinare la morte della neonata. Alle Procure chiediamo inoltre di accertare il ruolo nella vicenda delle competenti Asp e della Regione Sicilia, e di procedere penalmente se necessario nei confronti di tali organi. Considerata la gravità del caso, riteniamo indispensabili le dimissioni immediate dell´assessore regionale alla sanità, Lucia Borsellino, che farebbe bene a fare oggi stesso un passo indietro e lasciare il proprio incarico" conclude il Codacons.

AL VIA LA COMMISSIONE
Dopo la morte della piccola Nicole durante il trasporto in ambulanza da Catania verso l´ospedale "Paternò Arezzo" di Ragusa sono stati convocati a Palermo i dirigenti generali dell´assessorato, i direttori generali e sanitari delle Aziende ospedaliere di Catania, il direttore sanitario della Casa di Cura Gibiino di Catania e la responsabile della centrale operativa 118 per il bacino di Catania, Siracusa e Ragusa. E´ stato dato avvio all´attività ispettiva. L´insediamento della Commissione è fissato per la prossima settimana.

L´INTERVENTO DI FEDERSANITA´
Il dolore per la morte di Nicole ha toccato profondamente anche la città di Ragusa, dove la sfortunata neonata era diretta in ambulanza per trovare un posto ospedaliero salvavita. Il presidente regionale di Federsanità-Anci Sicilia Giovanni Iacono entra nel merito della vicenda, condanna l’accaduto ma invita a non scaricare le responsabilità su tutto il comparto sanitario. «Se chi ha fatto richiesta di un posto- dice in sostanza Iacono- avesse comunicato meglio la gravità delle condizioni della piccola Nicole, il posto forse si sarebbe trovato». Rivolto ai genitori di Nicole, Iacono dice: «La solidarietà, il rispetto e il pensiero vanno ai giovani genitori di Nicole. Ogni cittadino dovrebbe chinare il capo non per scrollarsi di dosso responsabilità effettive o morali, ma per avviare un processo di profonda riflessione affinché episodi così tragici non si ripetano più». Rivolto all’assessore Borsellino, Iacono afferma che «non siamo in condizione, oggi, di determinare la «colpa», perché ci sono organi competenti a farlo. Bene ha fatto l’assessore a convocare subito un vertice con i direttori generali e sanitari per comprendere cosa realmente possa essere accaduto».

Il presidente di Federsanità assolve quanto di buono c’è nella sanità. «In questa tragedia appare tanta disumanità, ma la sanità siciliana è fatta anche di tante realtà di eccellenza, comprese le strutture sotto esame, dirette da manager di indubbia competenza e professionalità a cominciare dal Garibaldi di Catania. La Sicilia è anche la terra dove arrivano il maggior numero di migranti e dove una catena umana ed istituzionale con Asp e Comuni fornisce accoglienza, cura ed assistenza. Nel caso specifico, bisogna individuare bene le responsabilità nella catena logistica e chi ha sbagliato abbia la punizione che merita, anche esemplare, senza che tutto questo faccia dimenticare gli sforzi e il servizio che migliaia di operatori sanitari ogni giorno fanno curando e salvando altrettante vite».

LE SPIEGAZIONI DALLA CASA DI CURA GIBIINO
"Manifestiamo amarezza per la famiglia" ed "esprimiamo cordoglio per la scomparsa della piccola". Lo affermano dalla casa di cura Gibiino di Catania dove è nata la piccola paziente morta in ambulanza durante il trasferimento all´Utin di Ragusa per l´indisponibilità di posti in ospedali del capoluogo etneo. La clinica, si sottolinea, "sta collaborando con le autorità competenti e gli investigatori per fornire nel dettaglio il quadro clinico delle bimba al momento e dopo la nascita". Per "non interferire con gli accertamenti" dalla Gibiino si "limitano a fare presente che al momento della nascita la piccola presentava condizioni di salute critiche che richiedevano la rianimazione neonatale immediata e il trasferimento in un´Unità di terapia intensiva neonatale (Utin), una volta stabilizzati i parametri vitali".

"Eseguite tutte le procedure necessarie a supportare le funzioni vitali di base e ottenuta la stabilizzazione dei parametri - ricostruiscono dalla casa di cura - si è provveduto immediatamente a eseguire la procedura necessaria al trasferimento della piccola nella più vicina e utile Utin, Solo dopo numerosi e vani tentativi, in seguito a svariate e reiterate richieste rivolte al 118, preso atto che l´unica Utin disponibile era l´ospedale di Ragusa, con un´ambulanza attrezzata privata si è trasferita la neonata".
Dalla Gibiino hanno poi "appreso che durante il tragitto verso Ragusa le condizioni della paziente sono peggiorate, fino al decesso avvenuto dopo circa 3 ore dalla nascita".