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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 547
CATANIA - 20/02/2014
Sicilia - All’ex presidente della Regione sei anni ed otto mesi

Procuratore Salvi su condanna Lombardo

Sei ore di camera di consiglio per decidere la sentenza Foto Corrierediragusa.it

"Una sentenza storica". È nel commento del procuratore Giovanni Salvi (foto) la valutazione della condanna a 6 anni e 8 mesi di reclusione che il Gupdi Catania ha comminato all’ex governatore della Sicilia e leader del Mpa, Raffaele Lombardo, per concorso esterno all’associazione mafiosa, accusa che assorbe anche la contestazione del voto di scambio con Cosa nostra. Per il giudice sarebbero quindi provati 10 anni di contatti con il clan Santapaola-Ercolano, ma non quelli con il clan Cappello, reato dal quale Lombardo è assolto. È la prima volta che per un presidente della Regione Siciliana è emessa una sentenza di condanna per concorso esterno all’associazione mafiosa. Ed è il secondo presidente della Regione ad essere condannato dopo Totò Cuffaro che sta scontando una pena a 7 anni di reclusione a Rebibbia per favoreggiamento aggravato. Quando l’inchiesta Iblis dei carabinieri del Ros viene a galla, nel novembre del 2010, Lombardo è un politico in ascesa, da possibile ministro del governo Berlusconi passa alla guida della Regione e con il suo Mpa è corteggiato dal centrodestra, col quale vince le elezioni nel 2008, e dal centrosinistra, col quale fa un accordo e vara una giunta «tecnica» ap - poggiata dal Pd ricevendo l’accusa di «ribaltonista» dai suoi ex alleati. Forte di consensi popolari, che per i suoi detrattori sono frutto di «clientele», Lombardo ottiene voti in crescendo. Per la Procura di Catania in parte arrivano anche da Cosa nostra. Nata da uno stralcio dell’in - dagine Iblis dei carabinieri del Ros di Catania su presunti rapporti tra Cosa nostra, politica e imprenditori, l’inchiesta era sfociata in un processo per reato elettorale davanti al giudice monocratico per Raffaele Lombardo e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa. La Procura ha poi presentato una richiesta di archiviazione per concorso esterno all’associazione mafiosa che il Gip Luigi Barone, in camera di consiglio, ha rigettato disponendo l’imputazione coatta. Nel frattempo i pm hanno contestato l’aggravante mafiosa per il reato elettorale, atto che ha di fatto concluso il processo davanti al giudice monocratico. Così le accuse dei due fascicoli sono confluite in un unico procedimento davanti al Gip Marina Rizza, dove la Procura ha depositato nuove accuse. Per l’ex governatore Raffaele Lombardo la Procura di Catania aveva chiesto la condanna a 10 anni reclusione «ritenendo che ci siano elementi solidi per affermare la sua responsabilità nell’avere contribuito all’organizzazione Cosa nostra per circa 10 anni, fino al 2009». E oggi, osserva il capo dell’ufficio Giovanni Salvi, raccogli i frutti di «un lavoro importante», fatto da una «procura unita» . Il procuratore parla di «fatto storico». «Per la prima volta – spiega – arriva la condanna per concorso esterno in associazione mafiosa per un presidente della Regione Siciliana». Lombardo commenta la sentenza con laconico «me l’aspettavo».

«È l’epilogo naturale – sostiene – del primo grado di giudizio, ma io sono sereno. Il giudice, oltre che onesta, per bene, imparziale, indipendente, non poteva avere un coraggio sovrumano da schierarsi con una sentenza di assoluzione ». L’ex governatore riconosce ai suoi legali di avere «condotto una battaglia veramente straordinaria dal punta di vista professionale» e si richiama a «Sciascia, conoscendo il contesto ». «Man mano che la tensione si attenuerà – ritiene Lombardo – nei passaggi successivi affermeremo la verità anche perché i reati che mi vengono contestati sono assurdi e ridicoli ».

LA CONDANNA DI LOMBARDO
Raffaele Lombardo è stato riconosciuto colpevole di concorso esterno in associazione mafiosa e voto di scambio. L´ex presidente della Regione è stato condannato a sei anni ed otto mesi, un anno di libertà vigilata ed ha avuto anche l´interdizione perpetua dai pubblici uffici. Si è concluso così il processo al Palazzo di Giustizia di Catania che si è celebrato a porte chiuse con il rito abbreviato. Il Gup Marina Rizza si è ritirata in camera di consiglio verso mezzogiorno ed ha messo la sentenza poco prima delle 18. L’inchiesta su Raffaele Lombardo e sul fratello Angelo è nata da uno stralcio dell’indagine Iblis dei carabinieri del Ros di Catania su presunti rapporti tra Cosa nostra, politica e imprenditori. Per l’ex governatore Raffaele Lombardo, che si è sempre proclamato innocente, la Procura di Catania, in sede di requisitoria, aveva chiesto la condanna a 10 anni di reclusione.

Angelo Lombardo è stato invece rinviato a giudizio per concorso esterno all´associazione mafiosa e voto di scambio. Il processo è stato fissato per il 4 giugno. Angelo Lombardo è stato deputato nazionale del Movimento per l´Autonomia, fondato dal fratello Raffaele. Queste le prime parole dopo la sentenza dell´ex presidente della Regione: "Me lo aspettavo. E´ l´epilogo naturale del primo grado di giudizio ma non finisce qui. Percorreremo tutte le strade per dimostrare la mia innocenza".