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CATANIA - 19/09/2013
Sicilia - L’inchiesta Iblis del Ros su presunti rapporti tra Cosa nostra, politica e imprenditori

Lombardo come Cuffaro? Chiesti 10 anni di carcere

A seguito della vicenda, Raffaele Lombardo decise di rassegnare le dimissioni da presidente della Sicilia nell’ottobre del 2009; i pm hanno contestato l’aggravante mafiosa per il reato elettorale

Rischia di fare la stessa fine del suo predecessore in seno alla presidenza della Regione Sicilia,Totò Cuffaro; per Raffaele Lombardo infatti, sono stati chiesti 10 anni di carcere per voto di scambio e concorso esterno in associazione mafiosa. Proprio Cuffaro è stato raggiunto da una condanna per favoreggiamento alla mafia, che attualmente sta scontando nel carcere di Rebibbia a Roma. La vicenda giudiziaria che ha travolto il politico siciliano si è aperta nell’autunno 2012, da una costola dell’indagine Iblis dei carabinieri del Ros su presunti rapporti tra Cosa nostra, politica e imprenditori.

A seguito della vicenda, Raffaele Lombardo decise di rassegnare le dimissioni da presidente della Sicilia nell’ottobre del 2009; i pm hanno contestato l’aggravante mafiosa per il reato elettorale, per i voti che secondo l’accusa l’ex governatore avrebbe ricevuto da ambienti criminali. Dal canto proprio, Lombardo continua a professarsi innocente. E ha anche deciso di rinunciare alla prescrizione.

«Voglio rendere conto di tutto quello che ho fatto – ha spiegato motivando la sua scelta – per cui se dovessi essere ritenuto colpevole di reato elettorale pagherò, non avvalendomi della prescrizione». «Io reati elettorali non ne ho commessi – ha aggiunto – né, tanto meno, ho favorito direttamente o indirettamente, consapevolmente o inconsapevolmente, la mafia. A rafforzare il concetto, il legale dell’ex presidente della Regione, Alessandro Benedetti: «La richiesta avanzata dall’accusa ha poca importanza: perché se effettivamente Raffaele Lombardo è stato veramente un politico mafioso, dieci anni sono il minimo e deve andare in carcere. Questo è il punto: lui non è stato un politico mafioso e neppure ha avuto contatti».