Corriere di Ragusa
Email
Corrierediragusa.it mobile
Feed Rss Corrierediragusa.it
Corrierediragusa.it - Motore di ricerca
Corrierediragusa.it su Facebook
Corrierediragusa.it su Twitter
Corrierediragusa.it su Google+
Dimensione testo:
|
A
|
Corriere di Ragusa.it
Mercoledì 7 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:17 - Lettori online 803
CATANIA - 14/06/2012
Sicilia - Trapani, chiuso il processo per la morte della famiglia Quinci

Stermina famiglia, ma non farà un solo giorno di carcere

Due anni, pena sospesa, all’uomo che in auto travolse madre e due figli, per il dolore 6 mesi dopo si suicidò il capofamiglia Foto Corrierediragusa.it

Ha sulla coscienza la vita di quattro persone, ma se l´è cavata con una pena di appena due anni e senza fare un solo giorno di carcere. Si chiude nel peggiore dei modi la triste storia della famiglia Quinci (nella foto Ansa), interamente distrutta per colpa di un giovane che il 15 gennaio dello scorso anno sfrecciava con la sua Bmw per le stradine di Campobello di Mazara, in provincia di Trapani, a 120 chilometri all´ora. Nell’impatto con una Fiat 600, sulla quale viaggiava la famiglia Quinci che stava rientrando a casa, morirono i piccoli Martina e Vito, di 12 e 10 anni e la madre Lidia Mangiaracina di 37 anni. L’unico a sopravvivere all’incidente fu il capofamiglia, Baldassare Quinci, 43 anni, maresciallo dell´ aeronautica che ebbe appena il tempo di guarire dalle ferite riportate in quel terribile scontro. Al dolore si aggiunse la rabbia quando venne persino accusato di concorso di colpa. E così sei mesi dopo la tragedia decise di farla finita impiccandosi ad una trave.

Probabilmente si è risparmiato l´ulteriore strazio di assistere alla lettura della sentenza contro Fabio Gulotta, 22 anni, responsabile di quell´incidente in cui è stata sterminata la sua famiglia. Il giudice delle udienze preliminari di Marsala, Vito Marcello Saladino, lo ha infatti condannato a due anni di carcere, con sospensione della pena. Dunque non ha fatto e non farà un solo giorno di carcere. A Gulotta veniva contestato il reato di omicidio colposo plurimo e in teorie rischiava fino a 8/10 anni di carcere. A meno di riti alternativi o patteggiamenti che potessero drasticamente ridurre la pena. Come è avvenuto in questo caso col patteggiamento a 2 anni che è anche il limite oltre il quale si rischia di finire in carcere.

«Giustizia è fatta» commenta con amarezza Nicola Mangiaracina, fratello di Lidia, che è anche uno dei pochi familiari che hanno seguito il processo. «Questa vicenda dimostra come lo Stato italiano tutela chi uccide le persone -dichiara a Corriere.it - Chiunque può commettere impunemente simili reati, può sterminare una famiglia senza che gli succeda nulla». Nel processo i legali di Gulotta hanno sostenuto che non era ubriaco al momento dell´incidente. «Ma questa è un´aggravante -si infiamma Mangiaracina- vuol dire che lucidamente andava a quella velocità per le stradine di un centro abitato». Sconfortato anche il legale che in questi mesi ha difeso i congiunti della famiglia Quinci. «Tutto ciò è semplicemente scandaloso -afferma l´avvocato Claudio Congedo- purtroppo la giustizia ha perso l´ennesima occasione per dimostrare che esiste». E poi rivela l´ultimo, sconcertante, dettaglio: «Al momento il responsabile di questa tragedia non è stato nemmeno condannato alla pena accessoria del ritiro della patente».

Alfio Sciacca - Corriere.it


Le Leggi...
17/06/2012 | 12.18.59
Acidom

...nella Repubblica italiana nascono in Parlamento dopo le Giuste approvazioni delle Camere del Senato e dei Deputati (Spetta a loro e soltanto a loro). I Giudici nolenti o volenti, e comunque su "Input" degli avvocati difensori dei rei,a seconda dei fatti in specie, le DEBBONO applicare e far rispettare. Cosa pretendere da parlamentari che certificano che Ruby è nipote di Mubarak?
...quindi, delle Leggi, chiedete al vostro parlamentare di riferimento!!!


Cosa possono fare le persone per bene?
17/06/2012 | 8.58.16
Ignazio Giunta

Di fronte a questa sentenza cosa possono fare le persone per bene?

La sicurezza e la salute pubblica non sono assolutamente tutelate, mentre sempre più si insinua la rassegnazione all´ INGIUSTIZIA e all´ACCETTAZIONE DELL´ARROGANZA dei più forti.

I rispettosi della legge sono sempre puniti mentre i trasgressori RESTANO SEMPRE IMPUNITI.

Spero che ci sia presto una rivisitazione di alcune leggi onde evitare il PERICOLOSO DIFFONDERSI DI PRATICHE ILLEGALI DI GIUSTIZIA PERSONALE.

A tutti raccomando di mantenere sempre un atteggiamento corretto e dignitoso al di là delle INGIUSTIZIE CHE SI E´ COSTRETI A VIVERE.


non dico la parola esatta sennò
16/06/2012 | 18.24.37
fabian

l´italia sta diventando un sistema che punisce chi si pente di aver commesso un reato.non appena si pentono arriva o la totale innocenza o uno sconto sulla pena, o agevolazioni varie. non gli hanno tolto neanche la patente è una cosa da brividi.e la colpa è anche dei padri che gli comprano o gli permettono di comprarsi auto fuorilegge per un ragazzo di 22 o di 25 anni.mi chiedo cosa fanno o faranno i genitori di questo ragazzo.o lui stesso che fà? lo stato siamo noi incominciamo a ribellarci tutti. io ho 32 anni.e non vedo un futuro, ma neanche un presente.di questo passo.


giudici vergognatevi
16/06/2012 | 16.51.33
salvatore

una famiglia uccisa due volte.un governo che neanche si sogna di fare una legge che condanni chi uccide guidando sotto l´effetto della droga dell´alcool e per eccesso di velocita come omicidio volontario 30 anni di carcere.spero che questo assassino e il giudice che l´ha avallato dandogli il premio non debbano piu´ dormire sonni tranquilli.questo giudice si auguri che non succeda ai suoi familiari quello che è successo a questa famiglia sfortunata e vorrei vedere con due anni pena sospesa che direbbe.ma tanto cari kestofanti dobbiamo rendere conto a dio,che ci siamo messi intesta.


sdegnato
16/06/2012 | 1.23.41
marco

non ho parole