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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 20:53 - Lettori online 968
CATANIA - 10/04/2011
Sicilia - Catania: la Procura della Repubblica di Catania ha notificato il provvedimento al presidente della Regione

Ufficiale: Lombardo indagato per associazione mafiosa

Si tratta della inchiesta Iblis che riguarda altri 56 indagati tra cui alcuni parlamentari

Il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo, deputato nazionale del Mpa, sono indagati per concorso esterno in associazione mafiosa. La comunicazione è arrivata al presidente della Regione con la notifica da parte della procura della Repubblica di Catania. E’ la formalizzazione dell´inchiesta Iblis che ha visto la Procura firmare il provvedimento che riguarda 56 indagati nell´ambito delle indagini di carabinieri del Ros su Cosa nostra etnea e su presunti rapporti tra mafia, politica e imprenditori.

Secondo l´accusa, Raffaele Lombardo, attraverso altre persone tra le quali suo fratello Angelo, avrebbe chiesto alle cosche catanesi di Cosa cercare voti per loro, e per i partiti in cui militavano durante competizioni elettorali «ingenerando nella mafia la convinzione che loro fossero a disposizione per assecondare le esigenze della cosca Santapaola nel controllo di appalti, attività economiche, concessioni e servizi pubblici".

Tutti gli indagati hanno 20 giorni di tempo per presentare memorie, produrre documenti, chiedere ai magistrati ulteriori atti di indagine, presentarsi per rilasciare dichiarazioni o chiedere di essere interrogati. A conclusione dei termini la Procura valuterà ciascuna posizione per decidere se chiedere, per ogni indagato, l´archiviazione o il rinvio a giudizio. La valutazione poi spetterà al Gip.

Oltre al presidente della Regione tra gli indagati ci sono anche il deputato regionale del Pid ed ex sindaco di Palagonia, Fausto Fagone, per il quale la Cassazione ha rigettato ieri una richiesta di scarcerazione; il consigliere della Provincia di Catania dell´Udc, Antonino Sangiorgi; l´ex assessore del Comune di Ramacca, Giuseppe Tomasello, il consigliere dello stesso Ente, Francesco Ilardi e il deputato regionale ex Pdl Sicilia, Giovanni Cristaudo.

Raffaele Lombardo non è rimasto scosso dalla notifica ed ha subito replicato:"Finalmente il deposito degli atti! Potrò così dare puntualmente conto di ogni mio comportamento e dimostrare la mia assoluta estraneità. Il deposito degli atti "pone fine allo stillicidio di notizie, sulla cui fuga sono state avviate indagini, strumentalizzate più d´una volta a fini politici, anche per la modalità di diffusione troppe volte coincidente con momenti delicati della vita politica e istituzionale della nostra Regione".

La notizia della notifica del provvedimento della Procura non ha prodotto scossoni nella coalizione di governo e negli stessi assessori, tra cui i due magistrati Massimo Russo e Caterina Chinnici ed un prefetto, Giosuè Marino. Prende tempo il segretario regionale Pd Giuseppe Lupo: «"Guarderemo la cosa passo passo, perché adesso non possiamo certo fare il calcolo delle probabilità". Il capogruppo Antonello Cracolici ha dichiarato: »Dopo 13 mesi finalmente si passa dalle indiscrezioni pilotate alle sedi istituzionalmente preposte".