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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 732
CATANIA - 14/03/2011
Sicilia - Catania: sfilata di toghe a Palazzo della Cultura

I malesseri della giustizia all’apertura dell’Anno giudiziario

Problemi giudiziari e carenza di magistrati i temi trattati dal presidente Biagio Campanella davanti alle più alte cariche giudiziarie, istituzionali e militari
Foto CorrierediRagusa.it

Apertura dell’Anno Giudiziario 2011 per la sezione catanese del Tribunale Amministrativo Regionale. Le toghe e le autorità etnee hanno sfilato all’interno del Palazzo della Cultura, al primo piano del cortile Platamone, salutate da un picchetto d’onore composto da carabinieri, poliziotti, finanzieri e polizia penitenziaria nonché rappresentanze del corpo forestale.

Il presidente Biagio Campanella ha salutato gli intervenuti nel suo discorso d’apertura incentrato sui tratti salienti dell’amministrazione giudiziaria dell’anno ormai trascorso. Tale incontro ha avuto l’obiettivo di favorire un avvicinamento tra la Magistratura ordinaria, il Foro, le Istituzioni pubbliche da una parte ed i cittadini dall’altra.

Non sono mancate le note dolenti evidenziate ma controbilanciate dall’enucleazione degli efficienti rimedi per farvi fronte. E proprio uno di questi rimedi salta alla ribalta in via principale come l’entrata in vigore dal 16 settembre 2010 del nuovo codice del processo amministrativo.

All’inaugurazione erano presenti, il sindaco di Catania Raffaele Stancanelli con l’assessore Marella Ferrera, i magistrati e i funzionari amministrativi, parlamentari europei, nazionali e regionali, autorità civili, militari e religiose, collegi della magistratura ordinaria, avvocati del libero Foro, rappresentanti dell’Università degli Studi, dell’Avvocatura dello Stato, rappresentanti di varie associazioni professionali e giornalisti, il comandante provinciale della Guardia di Finanza, il comandante provinciale dei carabinieri e il questore di Catania Domenico Pinzello.

Un ringraziamento particolare è andato al Presidente del Consiglio di Stato Pasquale de Lise, al Presidente del Consiglia Giustizia Amministrativa Riccardo Virgillito e al nuovo Presidente del Tar di Palermo Consigliere di Stato Filoreto D’Agostino.

Il Presidente Campanella ha fatto alcune considerazioni sul codice del processo amministrativo, approvato grazie al D.L.vo n. 104 del 2 luglio 2010 evidenziandone gli aspetti peculiari come la snellezza, concentrazione ed effettività della tutela finalizzate a garantire la ragionevolezza della durata del processo; la razionalizzazione dei termini processuali, il riordino delle norme vigenti sul riparto di giurisdizione, il riassetto del contenzioso elettorale amministrativo.

Un nuovo apparato legislativo, il neo codice, definito con «sforzo giustinianeo» come evidenzia nella sua relazione il capo della giustizia amministrativa, ma che sul piano sostanziale consente di adattare il tradizionale processo amministrativo «che è incentrato sul modello impugnatorio, alla ormai nuova realtà creata dalla evoluzione normativa nazionale ed europea ma soprattutto alla giurisprudenza della Corte costituzionale».

Questo codice vuole richiamare «accanto ai principi costituzionali della parità delle parti, del contraddittorio e del giusto processo, i principi del diritto europeo con ciò conferendo un ulteriore crisma di legittimità a quella tendenza dell’ordinamento a strutturarsi come un sistema connotato da un rete europea di garanzie costituzionali e processuali, da tribunali sovranazionali e nazionali che interagiscono come giurisdizioni appartenenti a sistemi differenti ma collegate fra loro».

Per quanto riguarda l’andamento dell’attività giurisdizionale del Tar Sicilia Catania, si è avuto un leggero calo dell’arretrato rispetto all’anno precedente. Sono state tenute 80 udienze pubbliche, 90 udienze camerali, per un totale di 1699 procedimenti trattati in udienza pubblica e 4009 in adunanze camerali. Ma i problemi ci sono e questi si concentrano attorno alla carenza d’organico di magistrati insufficiente rispetto alla mole del contenzioso e alla carenza di personale di segreteria.

L’efficienza del settore amministrativo giudiziario potrebbe collegarsi, dice il presidente Campanella, a quei particolari rimedi utili per contemperare tale importante qualità. Ovvero «si potrebbe confidare nella creazione di collegi speciali per la definizione del ricorso seriale, con eventuale collaborazione di soggetti esterni e ciò in considerazione dei rischi derivanti dalla legge Pinto. Si potrebbe introdurre la figura del giudice monocratico come un ulteriore strumento deflattivo o si potrebbe fare ricorso ad alternative forme di giurisdizione come le cosiddette A.D.R. di matrice europea». Occhi puntati all’informatizzazione del sistema processuale con un eventuale sviluppo dell’intero apparato processuale in forma telematica.