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Giovedì 30 Marzo 2017 - Aggiornato alle 22:37 - Lettori online 575
CALTANISSETTA - 12/02/2017
Sicilia - La battaglia sulla struttura di Niscemi continua

I No Muos non mollano su Niscemi

C’è ancora un procedimento penale in corso e non tutto è stato ancora deciso Foto Corrierediragusa.it

Il sindaco di Niscemi vuole parlare con Donald Trump. Chiederà di avere un colloquio con il presidente degli Stati Uniti in occasione della sua visita in Sicilia per il G7 del 26 e 27 maggio che terrà a Taormina. Francesco La Rosa vuole discutere con Trump della base satellitare Muos di Niscemi che è stata appena dissequestrata su decisione dei giudici della Cassazione di Roma. Dice Francesco la Rosa: «Come sindaco utilizzerò questo canale di possibile incontro con il presidente degli Stati Uniti per potere parlare del Muos in un confronto sereno. La mia comunità e l’intero territorio di Niscemi sono i più esposti agli effetti del Muos e delle altre 46 antenne Nrtf della base militare di contrada Ulmo». Nonostante la sentenza della Cassazione di dissequestrare il Muos il sindaco non intende fermarsi per salvaguardare la comunità niscemese ed ha fatto già i primi passi presso l’Ambasciata americana a Roma per ottenere udienza da Donald Trump.

Da parte sua il Comitato No Muos di Piazza Armerina ha tenuto a precisare che l’impianto satellitare è di proprietà del corpo dei Marines degli Stati Uniti e che la sentenza della Cassazione sul dissequestro è una misura cautelare in attesa che si conclusa il processo penale tuttora in corso. Il Tribunale di Caltagirone ha aperto il procedimento per abuso perché la costruzione viola il Regolamento della Riserva Naturale Orientata "Sughereta di Niscemi" per il quale l´area sulla quale sorge è inedificabile.

Tale procedimento penale è ancora in corso. I legali del Movimento No Muos, in attesa di conoscere le motivazioni sottese al pronunciamento, puntualizzano dunque che la Cassazione si è espressa sul sequestro che è una misura cautelare, mentre il giudizio penale è in corso e deve ancora aprirsi il dibattimento. I comitati No Muos hanno inoltre ribadito che restano in campo e non c’è nessuna voglia da parte loro di mollare in un momento così delicato della vicenda.

LA DECISIONE DELLA CASSAZIONE
Il Muos non è abusivo. Le opere realizzate all’interno della base che si trova presso la sughereta di Niscemi sono legittime. La Corte di Cassazione ha deciso in tal senso dissequestrando di fatto l’impianto, costato 7 miliardi di dollari. La terza sessione della Cassazione ha quindi confermato il verdetto del tribunale del Riesame di Catania che si era espresso anche in tal senso il 5 agosto scorso rigettando il ricorso presentato dalla Procura di Catania contro la decisione del Tribunale del Riesame. I giudici hanno giudicato inammissibile anche il ricorso della Procura di Caltagirone, che per prima aveva disposto il sequestro della struttura ritenendola costruita senza le necessarie autorizzazioni. Erano stati i comitati No Muos e Legambiente a chiedere l’appello incidentale sui procedimenti amministrativi e si erano rivolti al Tribunale del Riesame.

I giudici del Riesame, sulla base delle verifiche sui danni alle persone derivanti dalle emissioni delle antenne disposte dal Cga, avevano stabilito che le opere erano legittime e l’impianto non abusivo ed avevano pertanto disposto la revoca del decreto di sequestro emesso il 31 marzo del 2015 dal Gip di Caltagirone. La Cassazione non ha fatto che confermare questa sentenza aprendo la strada alla piena operatività dell’impianto satellitare che sorveglierà tutta l’Europa, il bacino del Mediterraneo e il Medio Oriente completando una rete di impianti che dalle Hawaii arriva fino in Sicilia, passando per l’Australia e la Virginia. L’impianto Muos (Mobile User Objective System) si compone di quattro grandi terminali terrestri, è costato sette miliardi di dollari ed è stato costruito in sette anni tra proteste, marce ed occupazioni dei luoghi della sughereta niscemese.