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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 15:45 - Lettori online 649
CALTANISSETTA - 07/02/2016
Sicilia - Il nesso di correlazione tra le malattie e la raffineria

Bimbi malformati a Gela, Eni deve pagare 50 milioni?

La battaglia legale è solo all’inizio Foto Corrierediragusa.it

Si preannuncia battaglia legale tra l´Eni e alcune famiglie di Gela. Per il semplice fatto di avere vissuto in una città, sede per mezzo secolo di uno dei più grandi insediamenti industriali del cane a sei zampe in Europa, una decina di famiglie gelesi chiedono un risarcimento di 50 mila euro a persona, per complessivi 15 milioni di euro. Sono parenti dei morti per tumore ed eredi degli ex lavoratori del petrolchimico. Tra loro c´è anche chi non ha subito danni, ma chiede ugualmente un risarcimento perché ritiene di respirare aria e utilizzare acqua sporche e consumare prodotti coltivati in un´area "contaminata" dall´attività della raffineria. La prima udienza è fissata per l´11 maggio. Le famiglie sono patrocinate dall´avvocato Luigi Fontanella. Una relazione tecnica, depositata nel gennaio 2015, ha confermato "la sussistenza di un nesso tra le diverse patologie che hanno colpito i lavoratori dell´impianto clorosoda-dicloroetano, l´ormai noto impianto killer, e le sostanze tossiche e cancerogene presenti nei luoghi di lavoro".