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Lunedì 5 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 17:16 - Lettori online 925
CALTANISSETTA - 07/02/2016
Sicilia - Gli sviluppi commentati dal coordinamento regionale No Muos

Resta sotto sequestro il Muos di Niscemi

L’avvocato Paola Ottaviano: "Le conclusioni dei verificatori lasciano aperte alcune questioni" Foto Corrierediragusa.it

Resta sotto sequestro l´impianto di comunicazioni satellitare militare Usa Muos realizzato a Niscemi. Il Consiglio di giustizia amministrativo di Palermo, Cga, deciderà giovedì 25 sulla pericolosità dell´impianto di trasmissione satellitare della Marina Usa di contrada Ulmo, a Niscemi.
I giudici del Cga esprimeranno il loro parere sulla pericolosità dell´impianto giovedì 25. Solo in quella data faranno conoscere la loro decisione sul parere espresso dai verificatori sulle emissioni dell´impianto satellitare, Muos, di contrada Ulmo a Niscemi. Il Consiglio di Giustizia amministrativo valuterà infatti il parere espresso da due professori universitari e tre delegati dei ministeri della Salute, delle Infrastrutture e dell´Ambiente, nominati per misurare le emissioni elettromagnetiche dell´impianto satellitare militare Usa. Gli specialisti hanno deciso di basarsi soltanto sui dati progettuali forniti dall´ambasciata statunitense considerata l´impossibilità di prendere precauzioni per la popolazione in caso di accensione del Muos e la mancata taratura degli strumenti a disposizione dell´Arpa.

In attesa di capire quale posizione assumerà il Cga, a commentare gli ultimi sviluppi è il coordinamento regionale No Muos, di cui si è fatta portavoce, Paola Ottaviano, avvocato di Modica (foto), che da anni ha abbracciato la causa del fronte anti Muos: "Le conclusioni dei verificatori lasciano aperte alcune questioni, come le interferenze con gli apparecchi elettromedicali e con gli aerei, specie quelli vecchi che non sono schermati o i velivoli che trasportano ordigni. Inoltre esiste l´influenza con l´area sito di interesse comunitario, la Sughereta di Niscemi. "Per noi questa verificazione è come se non fosse mai stata fatta", riassume Antonella Bonanno, di Legambiente Palermo.

A spiegare come invece avrebbero dovuto essere svolte le verificazioni è Alberto Lombardi, tecnico di parte del coordinamento. «Serve innanzitutto un modello teorico basato sui dati del progetto, in questo caso segreti o ballerini - spiega -. Poi un´autorità superiore deve attestare che in quel momento l´impianto sia al massimo, perché non basta la dichiarazione della parte. Necessaria infine è la verifica puntuale del modello teorico, che non è mai stata fatta». Quelle svolte finora sarebbero «rilevazioni accademicamente imbarazzanti - secondo Nadia Furnari dell´associazione antimafie Rita Atria, che aderisce al coordinamento -. La gente in questo momento ha lo spauracchio dell´Isis e ci si inventa che il Muos servirà a proteggerci, ma le stragi sono sempre servite per orientare la politica".