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Giovedì 8 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 10:51 - Lettori online 675
CALTANISSETTA - 19/01/2016
Sicilia - La storia delle misurazioni delle onde elettromagnetiche

Sul Muos di Niscemi decidono solo gli americani!

Nessuna prova effettiva sul campo Foto Corrierediragusa.it

A dire se il Muos è pericoloso saranno gli americani. Rischia di concludersi con un paradosso la storia delle misurazioni delle onde elettromagnetiche nell´impianto satellitare di Niscemi. Dopo l´improvvisa sospensione dei test previsti per il 13 e 14 gennaio - decisa dalla Prefettura di Caltanissetta a causa dell´impossibilità di stabilire quali misure precauzionali prendere a tutela della popolazione -, l´ultima novità riguarda la decisione del collegio dei verificatori di basare le valutazioni esclusivamente sui dati forniti dall´ambasciata statunitense. L´equipe - nominata a novembre dal Consiglio di giustizia amministrativa, con l´obiettivo di stabilire le conseguenze per la salute che deriverebbero dall´accensione delle tre parabole, unite alle 46 antenne della base Usa - ha giustificato la scelta con i ritardi nel reperimento della strumentazione necessaria all´Arpa per effettuare le misurazioni. Vanificando così di fatto il proprio stesso compito. Ai cinque componenti - due scienziati e tre referenti dei ministeri Ambiente, Salute e Infrastrutture - è stato dato infatti il mandato di eseguire, in modo autonomo e per conto della giustizia italiana, delle rilevazioni sul campo. Ma così non sarà, almeno per il momento. A confermarlo è una lettera inviata il 13 gennaio dalla presidente del collegio, la professoressa Maria Sabrina Sarto, al Cga.

«Arpa Sicilia - si legge - ha comunicato al collegio di verificazione che alcune delle strumentazioni necessarie per lo svolgimento delle misure sono state inviate per taratura alla ditta e che i tempi necessari sono almeno di 15 giorni. Questa circostanza - prosegue Sarto - rende impossibile la programmazione di una nuova data per lo svolgimento delle misure entro il termine previsto». Il termine citato dalla presidente è quello del 26 gennaio, data ultima per presentare i dati richiesti. Non ci sarà dunque nessuna misurazione sul campo. Attorno ai tempi a disposizione dell´equipe già a dicembre c´era stata una polemica, con l´intervento dell´Avvocatura dello Stato che, per conto del ministero della Difesa, in due occasioni aveva sottolineato l´esigenza di completare l´iter nel minor tempo possibile. Adducendo come motivazione anche il rischio terrorismo.

Intanto, chi non ci sta a passare per responsabile dell´intoppo è proprio l´Agenzia regionale per la protezione dell´ambiente: «I tempi che ci sono stati dati sono stati strettissimi - dichiara Antonio Sansone Santamaria del dipartimento Arpa Palermo - e alcuni strumenti siamo riusciti a tararli entro fine dicembre, altri invece no, anche a causa delle ferie natalizie. Quando abbiamo conosciuto la data delle misurazioni - continua - non potevamo inviare alcuno strumento. Perché la prima data utile per poterli spedirli alla ditta era il 7 gennaio, e sarebbe stato impossibile averli indietro in meno di una settimana». Inoltre, nonostante si tratti di strumentazione che l´Arpa utilizza di norma, l´agenzia non avrebbe avuto possibilità di renderli funzionali in breve tempo: «Sono strumenti che servono anche per altre attività - ammette Sansone Santamaria - ma l´anno scorso non è stato possibile tararli perché i fondi ad Arpa Sicilia sono arrivati soltanto a fine anno». Come accennato, dunque, il lavoro del collegio si fonderà sulle informazioni trasmesse dal governo statunitense senza prove effettive sul campo.