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RAGUSA - 06/07/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

L´angoscia secondo Munch: cosa significa ai giorni nostri

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

L’urlo di Munch, pittore norvegese (1863-1944), è divenuto simbolo di angoscia.
Guardandolo si coglie lo sgomento profondo provato dalla persona che ha davanti a sé il terrore, è possibile percepire il turbamento di chi, avviluppato in un vortice di paura, ha smarrito il senso dell’orientamento e fragile è in cerca di sostegno in chi possa metterlo al riparo dai rischi di chissà quale terribile pericolo. L’urlo di Munch esprime in tutta la sua forza lo strazio di quelle persone che hanno visto con gli occhi la paura sconfinata e senza senso. Esso esprime quell’ansia che diviene così opprimente da trasformarsi in un buco nero che inghiotte e aspira dentro chi la prova. Dentro ai suoi colori forti e le tinte marcate è possibile vedere la tensione sperimentata da coloro che conoscono l’ansia e vivono il tormento di vederla arrivare all’improvviso facendoli piombare in un inspiegabile panico che fa perdere la padronanza di sé.
Nella splendida espressione del quadro, i tratti della paura sembrano a un certo punto confluire nei tratti della disperazione, in una commistione che fonde il terrore alla mestizia unendo insieme il tormento dell’ansia al male di vivere della tristezza, confondendoli l’uno nell’altra fino a divenire un tutt’uno dentro ad uno stato di profonda angoscia e disagio.

Per Munch l’ispirazione alla realizzazione di questo quadro sopraggiunge in una particolare circostanza, si trovava in compagnia di due amici mentre attraversava un ponte in Norvegia. Così egli descrive quanto accadde in quel momento e ciò che egli provò: «Camminavo lungo la strada con due amici quando il sole tramontò, il cielo si tinse all’improvviso di rosso sangue. Mi fermai, mi appoggiai stanco morto ad un recinto. Sul fiordo neroazzurro e sulla città c’erano sangue e lingue di fuoco. I miei continuavano a camminare e io tremavo ancora di paura… e sentivo che un grande urlo infinito pervadeva la natura».

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa