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RAGUSA - 25/05/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

Il bambino "anarchico" se non si impongono le regole

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

I genitori di oggi faticano a fare rispettare le regole ai propri figli, anche perché spesso rinunciano a imporle. In realtà non ci sono molte alternative, le regole non vanno proposte e quindi se il bambino è disponibile le rispetta altrimenti può non farlo, le regole vanno imposte, ovviamente non con metodi terroristici, ma vanno presentate come prescrizioni a cui egli deve attenersi senza possibilità di alternative. A tutti i genitori è capitato di vedere il proprio bambino opporsi ai divieti posti, come a tutti i genitori è capitato di chiedersi: «che faccio, tengo duro o lo accontento?» Quel che voglio precisare e che non vi deve sorprendere se vostro figlio cerca di opporsi alle regole.

All’inizio della propria esistenza ogni bambino è anarchico, le regole sono quindi un concetto a cui deve essere abituato. Ciò che governa il comportamento di un bambino appena nato, ci insegna Freud, è la ricerca del piacere, solo crescendo egli inizia a fare i conti con la realtà e a capire che non può fare solo ciò vuole, in questo modo egli entra in contatto con il «principio di realtà». Ma non bisogna dimenticare che la sua indole è anarchica, ragione per cui, quando gli vengono posti divieti e limitazioni, egli tenta di annullarli. Per indole, egli farebbe tutto ciò che gli sembra lo faccia divertire e gli procuri piacere, ma non tutto ciò da cui proviene piacere gli può fare bene, per esempio non gli farà bene svuotare un barattolo di nutella anche se, nel farlo, gli procurerà grande piacere.

A volte i genitori pensano che assecondare la sua indole equivalga a farlo contento, mentre invece imporre le limitazioni significhi farlo soffrire. In parte questo è vero, inizialmente le limitazioni lo faranno arrabbiare e quindi soffrire, ma, come nell’esempio della nutella, lo proteggeranno dallo stare male e in ogni caso, a lungo andare, lo educheranno alla buona convivenza civile, quella fatto di rispetto per sé, per gli altri e per le cose. Le regole infatti limitano il nostro agire, ma anche quello degli altri proteggendoci da azioni che gli altri potrebbero compiere contro di noi e che ci potrebbero fare male.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa