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RAGUSA - 18/05/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

Educare i bambini può talvolta essere parecchio difficile

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

A volte un genitore che vede il proprio bambino opporsi alle sue richieste (rispetto delle regole, osservanza di un divieto) pensa che il bambino sia «capriccioso», che sia «testardo», o ancora, che per natura sia portato a «fare di testa propria», che si rifiuti di dare ascolto ai grandi e cose simili.
Ciò che suggerisco di fare in questi casi è innanzitutto osservare il modo in cui si sta chiedendo al bambino di fare quelle cose. Se questo è un modo autoritario-svalutante e il bambino si sta rifiutando, il suo rifiuto è solo segno di intelligenza, oltre che segno di sanità mentale: nella vita è una cosa positiva ribellarsi a chi si impone svalutandoci. Tuttavia fare questo, con il proprio genitore, al bambino fa male.

Per un bambino il genitore deve essere un riferimento valido, da cui ricevere indicazioni valide a cui attenersi e non un educatore che pone male le proprie richieste e a cui quindi opporsi. E allora cosa fare? Se le richieste che state ponendo ottengono la ribellione di vostro figlio, verificate se l’atteggiamento è autoritario-svalutante, cioè, imponete senza spiegare il senso della richiesta che state facendo. Se è così, cambiate metodo: partite con lo spiegare la regole o il divieto, col dire cioè quali sono le ragioni importanti per cui ponete quel limite, quindi aggiungete, con atteggiamento autorevole e non autoritario, che volete, per le ragioni già spiegate (per esempio per la sua salute, per il suo benessere fisico, ecc.), che egli osservi quel limite. Non è da escludere che egli si ribelli, ma in questo caso la ribellione sarà di misura inferiore e, se il vostro atteggiamento sarà di ferma autorevolezza, egli capirà che ha davanti una persona che sa cosa fa e cosa dice e che non gli resta altro che attenersi a quanto gli si sta chiedendo.

Un bambino che sviluppa un atteggiamento ribelle, non facilmente cambierà modo di agire, ma, poiché in questi casi è indispensabile per il suo bene e per la sua serenità portarlo a mutare atteggiamento, è necessario che i genitori rivedano i modi con cui si rivolgono a lui quando pongono le richieste, attenendosi a quanto riportato sopra e se non bastasse chiedendo anche aiuto ad un esperto.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa