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RAGUSA - 04/05/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

L´importanza di essere diretti per non deludere il prossimo

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

Molte persone quando rimangono deluse per il comportamento di qualcuno, se ne sentono offese e provano risentimento a causa di esso, evitano di dire in modo esplicito, alla persona che ha causato il loro disappunto o risentimento, che sono ferite, dispiaciute o offese per tale condotta, preferiscono farlo in modo indiretto, ad esempio attraverso commenti allusivi e usando formule generiche, anche pungenti, che lascino intendere, a chi ha agito male, che sono davvero arrabbiate e che avrebbero da dirgliene quattro (cosa che però ovviamente, si guardano bene dal fare in modo diretto). Da quando esiste facebook, anche la sua «bacheca», è diventata strumento per mandare messaggi allusivi, pungenti, offensivi, carichi di aggressività, rabbia, nel tentativo di pareggiare i conti con la persona che ha osato offendere, mancare di rispetto e simili.

A chi invia messaggi indiretti, non con il semplice scopo di portare a compimento una vendetta, ma con la speranza che la persona che si è comportata male capisca e magari in futuro agisca diversamente, voglio far presente che la possibilità che questo accada è pressoché nulla. Intanto perché non è detto che la persona, a cui il messaggio viene inviato, comprenda il significato nascosto di quanto si sta volendo dire, ma soprattutto perché non è detto che accetti di assecondare una richiesta che non gli è stata fatta esplicitamente.

Chi evita di esprimere risentimento e disappunto in modo esplicito lo fa per varie ragioni, per esempio perché ha paura ad esternare la propria rabbia, ha cioè paura del litigio che ne potrebbe derivare (dando per scontato che si finisca col litigare, cosa che invece non è certo che accada); oppure teme che esprimersi chiaramente non porterebbe a nulla (magari perché da piccolo/a, quando si arrabbiava per qualcosa, le sue lamentele non venivano tenute in conto); o ancora perché teme di venire ridicolizzato e criticato per avere esternato risentimento (cosa, anche questa, sperimentata da piccolo/a quando si arrabbiava).

Se si vuole che il proprio messaggio risulti efficace, è però necessario che venga espresso in modo chiaro, esplicito e in forma diretta, è tuttavia opportuno che le parole usate non siano offensive, non è infatti possibile chiedere agli altri di non offenderci mentre noi li offendiamo; in altri termini non è possibile ottenere il rispetto degli altri se non facciamo altrettanto.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa