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RAGUSA - 23/03/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

La fondamentale importanza della figura materna

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

Nella vita di una persona il rapporto con la madre (positivo o negativo che sia) è di centrale importanza. La psicoanalisi cominciò ad evidenziare l’importanza della figura materna nello sviluppo psicologico del bambino solo intorno agli anni ’30, fino ad allora lo sviluppo psichico del bambino era stato spiegato come frutto di processi interni (intrapsichici) governati da pulsioni libidiche e aggressive. Il primo a mettere in evidenza l’importanza della relazione nel processo di sviluppo evolutivo del bambino fu Fairbairn. Mentre per Freud la libido è orientata verso la ricerca del piacere, per Fairbairn la libido tende verso la ricerca di relazione. Si scopre in quegli anni, ad opera di importanti autori come Sullivan e Spitz, che in tale processo la figura materna ha un ruolo determinante, ovvero la qualità delle cure materne è fondamentale per il benessere psicologico del bambino e per il suo sviluppo. Negli anni ’50 la Mahler, un’altra grande psicoanalista, introduce un importante concetto, quello di «costanza d’oggetto». Con questo termine l’autrice si riferisce a quella stabilità relazionale che nel bambino inizia ad avviarsi dal secondo anno di vita e che prosegue per lungo tempo da qui in avanti. Il raggiungimento della costanza oggettuale gli consente di percepire la madre come persona separata da sé e punto di riferimento affettivo stabile.

Come si può ben capire il conseguimento di questo risultato non è però garantito, esso dipende dalla qualità di esperienza che il bambino fa con la madre, dall’aver cioè ricevuto da lei risposte adeguate sia rispetto ai sui bisogni psicologici che rispetto a quelli fisici. Tra gli indicatori che ci informano sul grado di serenità del bambino e sull’andamento del suo sviluppo psicologico troviamo: la qualità del suo sonno (se si addormenta facilmente oppure no, se si sveglia spesso durante il sonno oppure no); il rapporto con il cibo (se è regolare o meno nelle quantità e nei modi di assumerlo), il modo con cui si separa dalla madre (è normale che si lamenti un po’, è anomalo se al distacco manifesta un pianto inconsolabile o se mostra totale indifferenza).

Oltre alle esperienze precoci (quelle cioè fatte dal periodo di vita che va da zero a tre anni), tutte quelle fatte durante l’arco evolutivo di una persona (da zero anni fino all’età adulta) sono fondamentali nel condizionare il suo benessere psicologico o meno. Queste esperienze determineranno il tipo di autostima che svilupperà; il tipo di relazioni interpersonali che riuscirà ad avere; la qualità delle relazioni affettivo-sentimentali che vivrà. In queste esperienze vanno rintracciati gli elementi che producono ogni forma di disagio psicologico, disturbi d’ansia, depressi, dipendenze, disturbi del comportamento alimentare, e in parte persino la schizofrenia. Le esperienze che il soggetto farà nell’arco di tempo successivo avranno pure il potere di condizionarlo, ma via via in forma minore rispetto al periodo precedente. Una parte importante del lavoro di analisi consiste quindi nell’individuare le cause sottostanti al disagio che la persona presenta, risalendo agli eventi relazionali che lo hanno determinato.

In chiusura, ricordo ai lettori del «Corriere di Ragusa» che durante il mese di marzo metto a disposizione di chi lo desideri la possibilità di un colloquio gratuito.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa