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RAGUSA - 16/03/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

Le relazioni trappola: infedeltà e amori non corrisposti

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

Utilizzo l’espressione «relazioni trappola» per riferirmi a quelle storie sentimentali dentro alle quali alcune persone rimangono impigliate per lungo tempo nonostante siano solo fonte di sofferenza, perché per esempio il partner è infedele o perché respinge l’amore che gli si concede, non ricambiando tale sentimento. Ciò che vincola, anche per molti molti anni, dentro a situazioni di sofferenza di tal genere non è l’amore, ma un circuito patologico che si ripete in modo compulsivo. In questi casi, dopo la prima volta in cui si scopre di essere stati traditi o si viene rifiutati, si avvia una dinamica che non ha lo scopo di chiarire quanto è successo, ma il bisogno di trattenere con sé lui o lei. Da questo momento in poi il partner viene idealizzato anziché essere guardato per quello che è. Nel processo di idealizzazione egli diventa soggetto dal quale non ci si può separare, perché mai nessuno potrà essere così importante agli occhi propri. Ciò produce una seconda conseguenza, il bisogno travolgente di ottenere la sua approvazione. È come se a questo punto la persona iniziasse una sfida tra sé e il partner che respinge o tradisce. La meta naturalmente è vincere la sfida.

Questo apre un processo del quale si prede il controllo e che porta a ripetere all’infinito la stessa e unica dinamica: lui (o lei) che respinge, lei (o lui) che implora, lui (o lei) che accetta, inizia un periodo di tregua più o meno lungo interrotto da una nuova crisi nella quale si ripetono gli stessi passaggi e così via per tempi incalcolabilmente lunghi. Stessa cosa nel caso del tradimento: lui (o lei) tradisce, lei (o lui) lo scopre, arriva la sfuriata, lite (con o senza interruzione del rapporto), riconciliazione, tregua temporanea e quindi si riparte. Perché queste persone hanno bisogno di entrare in questa dinamica di sfida? La sfida rappresenta il processo di coazione a ripetere nel quale sono intrappolate. In essa si attivano dinamiche transferali di cui il soggetto non ha consapevolezza e che ripropongono il legame affettivo che egli sviluppò da piccolo nei confronti della madre. La madre di queste persone ebbe verso di loro un atteggiamento affettivo di tipo ambivalente nel quale alternò momenti in cui fu affettuosissima a momenti in cui fu rifiutante. Quindi il loro desiderio profondo e inconsapevole, e da cui si attivano i giochi psicologici sopra descritti, è vincere la sfida e ottenere l’amore della persona che li respinge, proprio come speravano accadesse con la madre.

Poiché le cause psicologiche sono quelle esaminate il rischio che queste persone scelgano sempre partner infedeli o rifiutanti è alto. Per liberarsi da questa dinamiche è necessario esaminarle approfonditamente con l’aiuto di un esperto, fino a pervenire ai nodi cruciali attorno ai quali esse si sviluppano e finalmente scioglierli. Solo interrompendo queste dinamiche la persona potrà concedersi la possibilità di cercare un compagno con cui costruire un rapporto fondato sull’amore e il rispetto, libero da giochi psicologici e inutili sofferenze.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa