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RAGUSA - 09/03/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

Come salvare il matrimonio finché si è ancora in tempo

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

In questo breve articolo mostrerò, attraverso la descrizione di un caso da me seguito, come sia possibile salvare il matrimonio se la crisi di coppia viene affrontata nel giusto modo e in tempo. Lo scorso inverno mi consultò un signore di mezza età (55 anni) mi disse che il suo matrimonio era in crisi da un anno, che aveva provato a conoscere altre donne, che era confuso e che voleva capire se chiudere la relazione con la moglie o se invece dare nuova vita al rapporto.

Per prima cosa ho cercato di appurare quali erano le ragioni della crisi e se il sentimento che lo aveva unito alla moglie era finito oppure no. La crisi era dovuta in parte a varie vicende spiacevoli di vita che avevano riguardato lui, in parte al fatto di essersi sentito trascurato dalla moglie per lungo tempo. Nel corso dei nostri incontri abbiamo lavorato sia sulle ragioni della sua tristezza, che piano piano iniziò a superare, sia sugli elementi che avevano indebolito il rapporto di copia. Il lavoro fatto su quest’ultimo punto lo portò a maturare varie consapevolezze e a pervenire a varie conclusioni. Si rese conto che in nessuna delle donne che aveva provato a conoscere aveva trovava la sintonia e l’affinità che invece aveva avuto con la moglie. Capì che, se da una parte la moglie (troppo presa dalla routine quotidiana) lo trascurava un po’, dall’altra lui non aveva fatto nulla per chiedere a lei maggiori attenzioni o per comunicarle il suo disagio. Poiché nel frattempo si era preso una casa in affitto (serviva a verificare che effetto faceva stare separati) si accorse, stando lontano dalla moglie, che il sentimento era ancora vivo. Quindi, su mia indicazione, avviò una fase di riavvicinamento. Riprese i contatti con lei e ricominciò a frequentarla, ma con un atteggiamento nuovo, riprese a corteggiarla come quando erano fidanzati.

Nell’ultima fase dei nostri incontri in lui era tornato il sorriso, mi disse che con la moglie stava vivendo un secondo fidanzamento. Avevano iniziato a fare quel che per tanto tempo lui avrebbe voluto: uscire insieme, fare passeggiate, piccole gite fuori porta. Mi disse che anche la moglie era contenta di questo riavvicinamento e cambiamento. A quel punto i nostri incontri si conclusero, il matrimonio era stato salvato. È possibile salvare un matrimonio se l’intervento terapeutico viene fatto quando la crisi non è ormai una realtà cronica. Se la crisi di coppia si protrae per troppo tempo c’è il rischio che, del sentimento che unì le due persone, non sia rimasto più nulla.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa