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Sabato 10 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:18 - Lettori online 344
RAGUSA - 02/03/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

Il coraggio di andare in analisi senza condizionamenti

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

A più di un secolo di distanza dalla nascita della psicoanalisi, da noi in Sicilia si ha ancora paura ad andare in analisi. Prendere un appuntamento con uno psicoterapeuta mette ancora molta ansia perché lo si fa corrispondere all’angosciante pensiero di avere qualcosa che non va nel proprio cervello e di essere, in altri termini, «pazzi». Paradossalmente però poi la gente, in modo ricorrente, racconta con ammirazione che gli americani vanno tutti dallo psicologo, che in Amarica si inizia ad andarci da piccoli e che andare dallo psicologo, là, è una cosa normale. Sempre con grande serenità, proseguendo nella conversazione, queste persone aggiungono che anche da noi non ci sarebbe nulla di male andare in analisi, che non c’è nulla di cui vergognarsi nel farlo, tale disinvoltura però non è riferita a se stessi, ma agli altri, ovvero «gli altri non dovrebbero avere vergogna o timore ad andare in terapia». La verità è invece che moltissime persone, che potrebbero trarre giovamento da un buon lavoro di analisi, continuano a negare a se stesse di averne bisogno e a vivere con paura solo il pensiero di prenotare un appuntamento con lo psicoterapeuta.

In molti casi un buon lavoro di analisi aiuta a recuperare serenità e a vivere pienamente, con gioia e felicità, la propria vita. Per intraprendere un percorso di questo tipo occorre però avere il coraggio di guardarsi dentro. Sono molte le circostanze nelle quali può essere utile rivolgersi a uno psicoterapeuta, lo è per esempio in tutti quei casi in cui la persona ha perso la propria serenità e non riesce da sola a uscire da una situazione problematica, lo è nei casi di disagio psicologico come difficoltà relazionali, bassa autostima, conflitti con colleghi (o amici, familiari), disturbi d’ansia, disturbi depressivi, anoressia, bulimia, obesità, disturbi della sfera sessuale, dipendenza patologica, disagi di coppia ecc. Durante il lavoro di analisi la persona ha la possibilità di immergersi negli abissi della propria storia per andare a ripescare le vicende che l’hanno condizionata rispetto alle situazioni problematiche che adesso sta vivendo e nelle quali si è arenata. L’immersione potrà essere profonda oppure superficiale a seconda di quale sia il livello di profondità da cui parte la radice del problema che si sta prendendo in esame.

Naturalmente sarà il terapeuta a guidare e orientare il lavoro di analisi, attraverso le proprie domande la cui funzione è fare riemergere gli elementi necessari a chiarire la situazione problematica. Durante il lavoro di esplorazione gli elementi che affiorano provengono direttamente dall’inconscio del paziente, ovvero quel mare immenso dove finiscono gli elementi dolorosi della vita di ognuno e che Freud definì essere la competenza più importante che il terapeuta può mettere a disposizione del paziente. Al lavoro di analisi e decodifica dei significati, deve far seguito un lavoro di ricostruzione che orienti la persona verso nuove direzioni, sane e appaganti. In chiusura a questo breve articolo faccio presente, per chi lo desidera, che, come ogni anno anche quest’anno, durante il mese di marzo metto a disposizione la possibilità di un colloquio gratuito.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa