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RAGUSA - 16/02/2014
Rubriche - "Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

Comportamenti e devianze in società nel nuovo millennio

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

Questo articolo propone una breve riflessione sugli esiti a cui, le evoluzioni sociali del nostro tempo, hanno condotto. Viviamo in una società sofferente della quale, in modo ricorrente in conversazioni informali, la gente lamenta gli eccessi, e la cronaca narra vizi e devianze. Tuttavia però non si va oltre i commenti transitori, le riflessioni rimangono temporanee e generiche.
A mio parere non è esagerato dire che siamo andati parecchio oltre le anomalie fisiologiche di cui una società può essere portatrice. Siamo di fronte a fenomeni di patologia sociale preoccupante che sicuramente devono fare riflettere, ma primariamente agire. Urge un’inversione di rotta con interventi massivi, seri e competenti. È impensabile infatti che il cambiamento avvenga in maniera spontanea. La storia insegna che i cambiamenti sociali si verificano sempre in seguito a crisi o rivoluzioni. Dalla grande corruzione che caratterizzò gli ultimi secoli dell’Impero Romano si uscì con il suo crollo, avvenuto nel 476 d.C., data con la quale si fa coincidere l’inizio del Medio Evo, epoca che contrappose alla sfrenatezza e alla lussuria dei romani, modi morigerati e casti. Il tempo che viviamo è figlio di tanti fattori socioculturali e, fra questi in buona parte, delle idee rivoluzionarie del Sessantotto.

È come se, della forte contestazione Sessantottina, fosse rimasto l’eco che a distanza di più di quarant’anni ancora sentiamo e ci condiziona. Quelle lotte si scagliarono, tra l’altro, contro i divieti e le proibizioni di un metodo genitoriale ritenuto schiacciante, critica in parte corretta. Ma la contestazione fu radicale, si ritenne il rigore genitoriale elemento negativo e da rimuovere dai metodi educativi. Da lì in poi fu un continuo ridurre. Si ridussero le proibizioni, si ridussero le regole, si ridussero i divieti, aumentarono le concessioni. Le più grandi istituzioni educative, la Scuola e la Famiglia, impoverirono i metodi disciplinari passando da una severità eccessiva a un rigore blando, inconsistente, incostante, incoerente. Nel corso degli anni si sono visti, attraverso l’avanzare delle generazioni che si sono susseguite, gli effetti di questi nuovi metodi. Alla fine, annullato quasi del tutto il concetto di limite, ci ritroviamo, nel secondo decennio degli anni Duemila, giovani ragazzi disorientati, smarriti, poco padroni di sé, insoddisfatti, violenti e soprattutto sofferenti.

L’assenza di confini esterni (cioè di regole a cui attenersi) disorienta la mente. È come se la mente in formazione di un bambino, non ricevendo regole, divieti e proibizioni, vagasse nel caos. Il risultato è una condotta iperattiva e disorganizzata. Un bambino che fa questa esperienza sarà un ragazzo insoddisfatto che troverà rifugio nelle droghe e in un sesso precoce, svuotato del suo significato profondo, privo di principi morali, alienante e non appagante. I giovani di oggi stanno peggio di quelli di cinque generazioni fa o di tre generazioni fa, questo vuol dire che la condizione si va aggravando. Urgono interventi psicosociali massivi, seri e competenti.

Sarebbe auspicabile che si intervenisse con corsi di formazioni rivolti ai genitori fin dalla fase della gestazione; corsi di formazione sulla psicologia applicata rivolti agli insegnati, ma come è facile capire i costi che questi comportano sono difficili da sostenere. Personalmente mi auguro che gli interventi a cui mi riferisco, in un modo o nell’altro, si realizzino e che ciascuno nel proprio piccolo si adoperi per promuovere un modo sano di agire.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa