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RAGUSA - 13/12/2013
Rubriche - Psicologia e Benessere" a cura di Sabrina D’Amanti, psicologa e psicoterapeuta

Troppi single per "philofobia". Come riconoscerla?

Per dubbi e consigli scrivete a sabridama@tiscali.it Foto Corrierediragusa.it

Una caratteristica della società del nostro tempo è quella di avere troppi single, un fenomeno assolutamente non casuale, che ha precise spiegazioni, in parte sociologiche, in parte psicologiche, e che è espressione di un particolare disagio che va sotto il nome di «philofobia» o paura d’amare. La paura d’amare è la ragione per cui oggi molte persone, sia uomini che donne, tendono a fuggire dai rapporti amorosi o a entrare solo dentro a relazioni superficiali, non impegnative. Il congelamento dei sentimenti che impedisce di aprirsi all’amore è conseguente a un meccanismo di difesa la cui finalità è «rinunciare ad amare per non soffrire». Come dicevo, le cause sono molte e tra queste ve ne sono di tipo sociologico, per esempio l’introduzione della legge sul divorzio ha comportato un importante cambiamento nel comportamento sociale: oggi quando il matrimonio non è più un legame appagante, non si rimane dentro al vincolo che esso rappresenta pur soffrendo, come invece si faceva un tempo, ma si ricorre al divorzio, cioè alla rottura del legame, questa possibilità ha contribuito a generare la paura di cui parlo in questo articolo.

Da un punto di vista psicologico, alla base di questa forma di fobia vi è l’insicurezza affettiva, ovvero una mancata certezza interiore di meritare di essere amati. Le cause di tali insicurezze risiedono nelle esperienze affettive che ciascuna persona fa durante l’infanzia, ma in parte sono anche frutto del particolare tipo di esperienza a cui sottopone una società iperesigente come la nostra. La Philofobia può presentarsi in vario modo, con la tendenza a non vivere mai relazioni serie, con la tendenza ad avere relazioni multiple (più amanti contemporaneamente), con la tendenza a chiudere il rapporto appena questo inizia a diventare coinvolgente. In quest’ultimo caso la persona (uomo o donna che sia), inizia a sentirsi soffocata, a lamentarsi di dover rinunciare alla propria libertà, a desiderare di tornare ad essere libera. Nei casi estremi, la philofobia può persino manifestarsi con gli stessi sintomi di un attacco d’ansia: difficoltà a respirare, sudore eccessivo, nausea, tachicardia, e altri sintomi tipici dell’ansia.

Poiché amare ed essere amati sono due condizioni preziose per l’equilibrio psichico di un individuo, quando una persona percepisce la propria insicurezza di fronte alla possibilità di intrecciare un rapporto sentimentale, farebbe bene a non fuggire, ma a cercare di capire il senso di ciò che le sta capitando. Laddove non ce la facesse da sola, potrebbe ricorrere all’aiuto di un esperto insieme al quale capire l’origine dei timori e soprattutto individuare le modalità più adeguate per uscire da questa condizione di «solitudine forzata» in cui si trova. Nel prossimo numero riporterò la descrizione di un caso, la storia di un uomo, che ho avuto modo di seguire in terapia, che a un certo punto decise di fare i conti con la propria paura di amare.

Dott.ssa Sabrina D´Amanti psicologa e psicoterapeuta
cell. 393.4753696 mail sabridama@tiscali.it
Studio di psicoterapia a Vittoria e Ragusa