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Sabato 3 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 22:30 - Lettori online 479
RAGUSA - 05/11/2012
Rubriche - Responsabilità solidale dell’appaltatore e del committente

Lotta all’evasione, deve partecipare anche il cittadino

Come si regolano i rapporti fra committente, appaltatore e subappaltatore?

Costante risulta essere la produzione normativa che il legislatore quotidianamente licenzia, orientata nell’aspettativa che essere animati delle migliori intenzioni rende meritevole lo sforzo e l’impegno profusi. La nuova tendenza e le conseguenti concrete iniziative percorrono un tracciato che ha nella riforma della Pubblica Amministrazione (avviata negli anni novanta) la rimodulazione del rapporto cittadino, contribuente, Stato. In dettaglio, attraverso le recenti norme contenute nel cosiddetto «decreto crescita» (D.L. 83/2012, convertito con modificazioni nella Legge 134/2012), particolare attenzione attrae una nuova visione di trasparenza e cosciente azione partecipativa del cittadino.

Essa interviene lungo la filiera dei rapporti tra committente, appaltatore e subappaltatore, in ordine alla disciplina dei contratti di appalto e subappalto di opere e servizi. La filosofia di un nuovo patto etico vuole includere nella verifica del corretto adempimento tributario la partecipazione attiva del cittadino-contribuente, espressione questa intesa nella sua più ampia accezione. La norma in commento si incardina nel concetto di legalità economica, cioè sulla dimensione strettamente connessa all’esercizio di cittadinanza attiva e responsabile, basilare patrimonio per la sua stessa esistenza e crescita sociale. Già qualche commentatore ha evidenziato che non è compito del cittadino vestire anche la divisa di Finanziere, le cui ragioni del commentatore affermano e circoscrivono solo al Finanziere il ruolo di contrasto all’evasione.

Ciò appare oggettivamente limitativo, e atteggiamento non produttivo di impegno e crescita sociale. Qui non è in discussione «il colore della divisa», ma la cosciente predisposizione etica del cittadino a frapporsi, nei limiti che la legge ha previsto, a eventuali inadempimenti di dovere tributario generati, nello specifico, da un rapporto di appalto tra committente e appaltatore, appaltatore e subappaltatore. Cittadino-contribuente e impresa-contribuente in rapporto cosciente e attivo, binomio orientato alla salvaguardia degli interessi della Finanza Pubblica, che per ricaduta esplica effetti sulla collettività, cioè sullo Stato.

Il contrasto all’evasione non può essere limitato solo alla Guardia di Finanza, all’Agenzia delle Entrate, all’Agenzia delle Dogane e a tutti gli altri Uffici ispettivi: esso richiede, al contrario, una visione d’insieme che non assegna al cittadino-contribuente il ruolo di esattore delle imposte, bensì lo eleva a civica e solidale partecipazione diretta al contrasto dell’evasione. L’assetto normativo in questione, approntato nel mese di giugno, sarebbe dovuto entrare in vigore nel mese di agosto del corrente anno, ma il sorgere di alcune specifiche problematiche interpretative, relativamente al perimetro della responsabilità solidale, ha evidenziato l’opportunità di far decorrere la norma dal 11 ottobre 2012. In buona sostanza, allorché «chiunque» persona (sia fisica che giuridica) stipula un contratto di appalto, ad esempio per la costruzione o interventi edili o contrattualizza la pulizia di uffici e fabbriche, l’adempimento cui è chiamato a svolgere funzione di «controllo» pone il committente dell’opera (cioè anche il privato che ha commissionato l’incarico) a verificare che l’appaltatore, ovvero l’appaltatore nei confronti del subappaltatore, abbia correttamente versato all’Erario l’imposta sul valore aggiunto e le ritenute fiscali sul reddito dei lavoratori dipendenti che eseguono i lavori oggetto del contratto d’appalto.

La nuova concezione di «controllo» passa, quindi, anche attraverso la consapevole cognizione che di taluni adempimenti tributari il cittadino-contribuente è attore con ruolo primario, dovendo egli richiedere all’appaltatore la documentabilità del reale versamento degli oneri fiscali ascrivibili al rapporto giuridico (contratto) instauratosi fra le parti. Ancor più chiaramente, la persona (committente-appaltatore, di fatto inteso contribuente) esercita il diritto alla conoscenza, e quindi sapere, se sul corrispettivo da egli pagato sono o sono state pagate le imposte dovute all’Erario da parte di chi ha effettuato i lavori in appalto (appaltatore-subappaltatore). Qualora la persona-committente non eserciti tale diritto di controllo fiscale, la stessa è chiamata a rispondere di responsabilità solidale nei confronti dell’appaltatore, e dell’appaltatore (committente) nei confronti del subappaltatore.

La responsabilità solidale s’interrompe qualora il committente-appaltatore acquisisce e conserva la copia della documentazione che attesta il corretto adempimento dell’obbligato. La norma ammette che la cognizione si può manifestare, alternativamente, attraverso:

- la pretesa del modello F/24 (utilizzato per il pagamento delle imposte) dell’appaltatore;
- mediante dichiarazione di asseverazione (cioè dichiarazione resa da terzi) prodotta dal commercialista o professionista cui si rivolge l’appaltatore);
- mediante una dichiarazione sostitutiva con cui l’appaltatore/subappaltatore attesta l’avvenuto adempimento degli obblighi tributari richiesti per lo specifico lavoro commissionatogli dal committente.

Come già accennato, si riconnettono responsabilità al committente (anche del settore privato) o all’appaltatore in termini solidali, nei limiti dell’ammontare del corrispettivo dovuto, per il versamento all’Erario. La nuova disciplina fa riferimento ai rapporti di appalto di opere e servizi comprendenti sia le persone fisiche e sia gli enti pubblici escludendosi dall’applicazione delle disposizioni le stazioni appaltanti, in quanto già soggetti al disposto del DLgs 163/2006 in tema di codice dei contratti pubblici. In mancanza dell’attestazione di avvenuto adempimento del versamento dovuto, il committente-appaltatore può sospendere il pagamento del corrispettivo dovuto fino all’esibizione della predetta documentazione, che andrà conservata unitamente al carteggio del progetto edificatorio o dei servizi commissionati. Infine, è utile ricordare che la mancata osservanza della disposizione normativa determina in capo al committente l’applicazione di una sanzione amministrativa pecuniaria, compresa tra 5.000 e 200.000 euro.

* Ufficiale Guardia di Finanza Comando provinciale di Ragusa