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Domenica 11 Dicembre 2016 - Aggiornato alle 23:05 - Lettori online 524
MODICA - 11/07/2011
Rubriche - Il legale risponde: l’avvocato Emanuele Guerrieri del foro di Modica

Progetto di finanza per il cimitero di Modica

Avete dubbi o quesiti di carattere legale? Inviate le vostre e-mail a: emanuele.guerrieri@gmail.com Foto Corrierediragusa.it

Non è facile condensare in poche righe una descrizione chiara e comprensibile del cosiddetto «project finance» (o «project financing», o per i puristi della lingua italiana «progetto di finanza»).

È una fattispecie giuridica di derivazione statunitense, approdata in Europa solo negli anni Ottanta con una varietà di forme e di versioni. In Italia (la disciplina è contenuta nel d.lgs 163 del 2006) la p.a. vi ha fatto ricorso per sopperire – in particolar modo nel meridione – al cronico deficit strutturale, quando è chiamata a realizzare e/o gestire importanti opere pubbliche e non è in grado di coprirne in parte o in tutto le spese.

Si tratta di uno schema operativo particolarmente complesso, sebbene flessibile, che si può prestare al perseguimento di diverse finalità, tutte caratterizzate dal ricorso al capitale privato. La disciplina è quanto mai articolata, prevedendo il concorso di diversi soggetti, pubblici e privati, ed elaborate fasi preliminari di studio. In sintesi si può dire che, ricevuta e valutata sotto tutti i profili la proposta di un promotore, l’ente predispone una gara ad evidenza pubblica per individuare l’impresa (o il consorzio di imprese) cui affidare l’esecuzione dei lavori. Questa si assumerà gli oneri di realizzazione e gestione dell’opera, contando su un finanziamento di particolare rilevanza e sulla possibilità di rientrare in attivo nel lungo periodo, con la previsione della stabilità della domanda e della solidità dei flussi di cassa, applicando tariffe e costi ai servizi derivati dall’esecuzione del progetto.

In Italia il project finance si è sviluppato inizialmente nel settore dell’energia, estendendosi poi agli impianti sportivi e ai parcheggi, alla riqualificazione urbanistica e la ristrutturazione degli edifici di pubblico interesse, alle infrastrutture viarie e alle opere portuali. Più raro l’utilizzo per la realizzazione di cimiteri: in Sicilia l’unico altro caso noto, oltre a quello di Modica, è quello del Comune di Nicolosi. Le spiegazioni di quest’ultimo dato possono essere diverse, ma è chiaro che ragioni di convenienza politica prima ancora che economica posso condizionare in maniera determinante la scelta. Si tratta, ad ogni modo, di un’iniziativa estremamente impopolare per via dell’intenso e radicato culto dei morti presso le popolazioni mediterranee, che non tollerano certo di vedere il luogo di tale intima devozione consegnato alle aride ragioni del profitto.

Il caso di Modica ha risvolti particolari, perché l’idea è nata per risolvere una situazione d’emergenza con centinaia di cittadini in attesa delle consegna dei loculi acquistati, per i quali hanno già versato la prima rata dell’importo. Lo (sconsiderato) storno di queste somme ad altre voci di spesa, la cronica «illiquidità» dell’ente e la sua prevedibile incapacità di attendere con efficienza allo svolgimento dignitoso dei servizi cimiteriali ha fatto propendere ben due giunte a scegliere lo strumento del project finance (con l’accortezza di riservare al Comune alcuni profili decisionali – come l’assegnazione dei loculi – per tacitare le accuse di privatizzazione incontrollata). In realtà, le perplessità e i problemi insiti nell’intera operazione sono numerosi e rilevanti, e il vibrante dibattito politico di recente sviluppatosi non ha mancato di farli emergere, seppur con qualche imprecisione, con l’indicazione altresì di alcune soluzioni alternative.

Non è chiaro se l’esito del referendum del 12 e 13 giugno 2011 consentirà un’inversione di tendenza. Il primo quesito, infatti, non si riferiva espressamente all’acqua o ai servizi idrici e alla loro paventata privatizzazione, ma alle modalità di affidamento e gestione di tutti i servizi locali di rilevanza economica (acqua, trasporti, rifiuti), quelli cioè per i quali gli enti applicano tariffe. Ebbene, anche a voler ritenere che la gestione e la manutenzione ordinaria del cimitero rientri tra questi, con l’abrogazione dell’art. 23-bis della Legge 133/2008 (esito del primo quesito) sarà ora la normativa comunitaria a disciplinarne direttamente l’affidamento e la gestione.

I servizi pubblici locali ricadono, infatti, nei servizi generali di rilevanza economica che sono assoggettati alla disciplina comune dell’Unione europea, in un mercato pur sempre regolato dal principio di libera concorrenza. Sarà dunque possibile affidare tali servizi alle gestioni «in house» senza gara e con regole meno rigorose. Inoltre si svilupperà una certa ostilità verso le gestioni private e miste, ma non c’è nessun divieto formale di ricorrere ad esse. Dal punto di vista del diritto, purtroppo, non si potrà tornare a una ri-pubblicizzazione del settore dei servizi locali. Malgrado ciò, vi sono categorie di beni e servizi pubblici che per storia, tradizione e cultura sfuggono elettivamente a una manipolazione di questo tipo. Il cimitero è uno di questi.

Rifletta attentamente l’amministrazione prima di perseverare in un’operazione di dubbia opportunità e verso la quale alto si leva e si leverà il dissenso della cittadinanza.

*Avvocato del foro di Modica


Errore della redazione
23/07/2011 | 0.25.12
Emanuele Guerrieri Ciaceri

La segnalazione è corretta, ma l´articolo è stato modificato dalla redazione.
Questa è la versione originale:

Project Finance e Cimitero.
Non è facile condensare in poche righe una descrizione chiara e comprensibile del cd. «project finance» (o «project financing», o per i puristi della lingua italiana «finanza di progetto»). (...)


Finanza di Progetto
22/07/2011 | 19.22.53
Vincenzo

Sarebbe Finanza di Progetto non "progetto di finanza".