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MODICA - 14/11/2010
Rubriche - Modica: chiedetelo all’avvocato Emanuele Guerrieri Ciaceri

L´avvocato: proprietà privata e Parco degli Iblei

Avete dubbi o quesiti di carattere legale? Inviate le vostre e-mail a: emanuele.guerrieri@gmail.com
Foto CorrierediRagusa.it

Come già affermato da Claudio Conti in una nota di Legambiente del 23 giugno, la discussione sul Parco degli Iblei è stata caratterizzata da una serie impressionante di falsità, soprattutto sul settore agricolo e zootecnico al fine di terrorizzare gli agricoltori con l’incubo del blocco integrale del settore, facendo assumere loro una posizione contraria al parco. Tutto ciò per creare una copertura per operazioni speculative e per dissimulare il timore di perdere il controllo nelle concessioni edilizie e più in generale del territorio, ad opera della deputazione locale, inadeguata al ruolo e deludente sotto più di un profilo salve isolate eccezioni.

È un topos che richiama alla memoria le vicende della prima area naturale protetta in Sicilia – la Riserva dello Zingaro – quando quasi tutte le forze politiche brandivano ossessivamente l’incubo delle espropriazioni a tappeto, per spingere la popolazione a contrastare l’istituzione della riserva, che avrebbe salvaguardato un tratto di costa del palermitano eccezionale sotto il profilo naturalistico, bloccando la devastazione già iniziata con la costruzione di una strada costiera su pressione della mafia.

In realtà le espropriazioni non precedono mai l’istituzione di un Parco, perché è il vincolo a dare vita a un area naturale protetta, che può comprendere proprietà sia private che pubbliche. L’Ente parco, infatti, solo dopo l’istituzione può prendere in locazione immobili compresi nel parco o acquisirli mediante espropriazione (ovviamente previa indennizzo) o esercizio del diritto di prelazione (art. 15 comma 1 Legge Quadro Aree Protette n. 394/1991). È bene precisare che le espropriazioni sono solo eventuali e interesserebbero immobili dall’estensione minima, da asservire per lo più allo svolgimento delle funzioni dell’ente. Quanto al diritto di prelazione, l’Ente parco ha diritto di prelazione sul trasferimento a titolo oneroso della proprietà e di diritti reali sui terreni situati all’interno delle aree protette, salva la precedenza a favore di soggetti privati che possono vantare il diritto sulla base delle norme agrarie.

Per quanto riguarda le nuove costruzioni (vietate – è bene dirlo chiaramente – solo in Zona A), la realizzazione di interventi ed opere deve essere sottoposta al preventivo rilascio di tre autonomi provvedimenti: il permesso di costruire disciplinato dal T.U. delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, d.P.R. 6 giugno 2001 n. 380, l’autorizzazione paesaggistica di cui al D.Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42, ed il nulla osta dell’ente parco, di cui alla Legge Quadro, stante l’autonomia dei profili paesaggistici ed ambientali da quelli urbanistici.

In particolare, il comitato promotore del Parco degli Iblei, basandosi sulla disciplina delle zone negli altri parchi nazionali e sulle indicazioni dell’art. 12 comma 3 Legge Quadro, ha proposto che già in Zona B si possa procedere:

a) alla manutenzione, al restauro e alla ristrutturazione di edifici rurali, mantenendone le caratteristiche tipologiche della zona;

b) alla realizzazione di strutture edilizie (magazzini, deposito attrezzi, cisterne, stalle ecc.) necessarie per la conduzione del fondo, utilizzando tipologie dell’architettura tradizionale e rurale iblea;

c) alla realizzazione di nuovi elettrodotti rurali ed eventuali condotte idriche, se ed in quanto necessarie alla conduzione dell’azienda agricola;

d) alla realizzazione di stradelle d’accesso, nel caso che il fondo ne sia totalmente sprovvisto.

Con buona pace di chi blatera di «ingessamento» del territorio.

C’è di più. Ai comuni ed alle province il cui territorio è compreso, in tutto o in parte, entro i confini di un parco nazionale e ai privati, singoli o associati, che intendano realizzare iniziative produttive o di servizio compatibili con le finalità istitutive dell’area è attribuita priorità nella concessione di finanziamenti statali e regionali richiesti per la realizzazione, sul territorio compreso entro i confini del parco stesso, dei seguenti interventi, impianti ed opere previsti nel piano per il parco (art. 7 Legge Quadro):

a) restauro dei centri storici ed edifici di particolare valore storico e culturale;

b) recupero dei nuclei abitati rurali;

c) opere igieniche ed idropotabili e di risanamento dell’acqua, dell’aria e del suolo;

d) opere di conservazione e di restauro ambientale del territorio, ivi comprese le attività agricole e forestali;

e) attività culturali nei campi di interesse del parco;

f) agriturismo;

g) attività sportive compatibili;

h) strutture per la utilizzazione di fonti energetiche a basso impatto ambientale quali il metano e altri gas combustibili nonché interventi volti a favorire l’uso di energie rinnovabili.

Vi sarebbe molto altro da dire, ma lo spazio è finito. In parole povere, la proprietà privata esprime la sua funzione sociale vedendosi compressa nelle facoltà dominicali dai limiti imposti dal vincolo a parco (ma i vincoli più pesanti riguarderanno aree già sottoposte a vincoli e di proprietà dello Stato), viene però ampiamente ricompensata dalla salvaguardia dell’area naturale in cui insiste, protetta dalle aggressioni consumistiche e industriali, incentivata dalle ricadute benefiche che l’istituzione di un parco comporta per un territorio che voglia adottare un modello di sviluppo ecocompatibile.

* Avvocato del Foro di Modica