I loro nomi erano già nell’aria da qualche giorno, ma nella tarda mattinata di oggi si è avuta l’ufficializzazione: sono Salvatore Moltisanti, di Ispica, e Giovanni Scucces (da sx nella foto), di Modica i 2 nuovi assessori provinciali a palazzo di viale del Fante.
Il presidente della Provincia Franco Antoci ha nominato i due nuovi assessori provinciali, in sostituzione dei dimissionari Salvo Mallia e Piero Mandarà che avevano lasciato l’incarico all’inizio del mese, in ossequio alla vigente legge regionale in materia di incompatibilità per la presenza in consiglio provinciale di parenti di primo grado. Il presidente Antoci, sentiti i coordinatori provinciali del Pdl, ha firmato la determina di nomina di assessore provinciale, come accennato, per Salvatore Moltisanti che in virtù della nuove norme resterà anche consigliere provinciale, e di Giovanni Scucces, attualmente presidente facente funzioni dell’Asi. In una prossima riunione di Giunta, i due nuovi assessori presteranno giuramento ed entreranno nel pieno delle loro funzioni.
Antoci precisa in una nota che «La sostituzione dei due assessori dimissionari consente di poter contare sulla piena operatività in tutti i settori dell’Amministrazione, mentre, si è in attesa di conoscere le determinazioni della Regione Siciliana sulle sorti della Provincia, tra elezioni, proroga degli attuali organi o commissariamento dell’Ente. A questo proposito si terrà in seduta straordinaria aperta del consiglio provinciale, il 31 gennaio alle 17 all’auditorium della Camera di Commercio, in contemporanea con tutti i consigli provinciali d’Italia, così come concordato con l’Upi (Unione Provincie Italiane).
L’unico punto all’ordine del giorno verte ovviamente sul «Futuro delle Province, proposte di riordinamento degli Enti Locali». L’iniziativa, rientra nell’ambito delle azioni intraprese a carattere nazionale dalle province italiane per contrastare l’attuazione del decreto del governo Monti che non sopprime formalmente le province, ma, di fatto, sostanzialmente le svuota della loro natura costituzionale, nell’intento di anticipare una riforma che le abolisca.