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VITTORIA - 15/05/2010
Politica - Vittoria: l’amministrazione comunale battuta in aula sul bilancio dell’azienda speciale

Vittoria: stop all´Emaia, bocciato il bilancio 09 dal consiglio

Uno schiaffo dall’opposizione con la compartecipazione di qualche consigliere di maggioranza, astenuto o assente al momento del voto. Terranova: «Manderò atti in Procura»
Foto CorrierediRagusa.it

Il Consiglio comunale di Vittoria ha bocciato il Bilancio di previsione 2009 dell’Emaia e il Piano di programmazione 2009-2011 dell’azienda speciale. Un atto dimostrativo a cui hanno partecipato anche consiglieri di maggioranza per dimostrare come si manda sotto l’amministrazione. Per mettere alla berlina una maggioranza amministrativa che da qui ad aprile del 2011 solo raramente saprà essere compatta prima di liquefarsi e riciclarsi in nuovi partiti e liste civiche per una guerra elettorale che sarà cruenta, perché i consiglieri saranno 25 anziché 30 e gli assessori 8 invece che 10, con lo sbarramento del 5% per fare scattare il seggio.

L’aveva promesso e auspicato, Riccardo Terranova (nella foto) è riuscito a lavorare insieme ad altri per la bocciatura dell’atto. Un punto anomalo, comunque. E Terranova lo fa evidenziare. «Il bilancio preventivo del 2009 è stato sottoposto all’approvazione del Consiglio comunale dopo un anno e mezzo, a spese preventivate, sostenute e liquidate. Quindi una vera beffa per il Consiglio comunale dal quale lor signori pretendevano l’approvazione a sanatoria, ora per allora!».

Angelo Fraschilla, direttore Emaia presente in aula al posto del presidente Salvatore Di Falco, assente per motivi familiari, ha cercato di difendere il bilancio da votare inutilmente. «I voti contrari- afferma esagerando volutamente- sono di più dei consiglieri presenti». Ciò per sottolineare che alcuni consiglieri del Pd si sono astenuti o sono usciti dall’aula al momento della votazione dell’atto.

Che succede adesso? Niente. Secondo il parere di Fraschilla, l’atto non essendo stato approvato entro i termini prestabiliti s’intenderà ugualmente approvato. «Ma una battuta politica la voglio fare- dice Fraschilla- questo no è un «no» allo sviluppo dell’Emaia. Sebbene la fiera si sia intestata la titolarità del Polo fieristico di respiro regionale, ci si impantana sulla questione del ticket. Non è impressione ma certezza, pur di andare contro Giuseppe Nicosia si uccidono persino le speranze della città».

Per Riccardo Terranova ci sono gli estremi per andare avanti anche in via giudiziaria. «Alla luce dei fatti intendo trasmettere una relazione dettagliata, unita ai documenti finanziari dell’Emaia, alla Procura della Repubblica presso la Corte dei Conti e all’Assessorato regionale alle Autonomie locali. Inoltre si sta provvedendo alla stesura di una modifica dello statuto Emaia, al fine di rendere più rigide le norme che regolamentano l’approvazione dei bilanci aziendali e per preservare gli stessi dalle scorrerie politiche finalizzate alla elusione del controllo da parte del Consiglio comunale».

Politico è anche il giudizio del consigliere Pdl lealista Giovanni Moscato. I ricavi del ticket pari ad 100.000 euro permettono all’Emaia di chiudere il bilancio in positivo. La differenza di costi e ricavi è di soli 91 mila euro e quindi l’introito del ticket di 100 mila euro serve esclusivamente a non presentare in negativo l’importante strumento finanziario. Ecco perché nonostante le mozioni consiliari e le critiche di tutti i partiti, il Cda dell’Emaia ha tirato dritto per la sua strada imponendo ai cittadini un inutile esborso. L’Emaia per la prima volta nella sua storia è in fase negativa e le previsioni per il futuro sono disastrose».