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VITTORIA - 13/05/2010
Politica - Vittoria: non ha perso il vizio di smentire persino l’evidenza

Francesco Aiello nell’Mpa? Ci hanno provato, ma alle «sirene» lui resiste

«Ormai mi tocca di leggere di tutto. Mi annunciano dove mangerò la sera o dove sarò il giorno dopo, senza che io ne sappia nulla, regolarmente. E sino a quando le cose sono piacevoli, sta bene…» Parla proprio come il Cavaliere, l’ex sindaco di Vittoria
Foto CorrierediRagusa.it

Francesco Aiello (nella foto con Riccardo Minardo) candidato a sindaco di Vittoria per l’Mpa? Ci hanno provato a fare il «combinato» anche di colori diversi, ma l’anticipazione delle trattative sulla stampa ha fatto irritare gli attori. Giovanni Angelieri, commissario autonomista di Vittoria lo vedrebbe bene nel suo partito e Riccardo Minardo, che è riuscito a portare con sé Tonino Solarino avrebbe provato la sua ars del corteggiamento anche con Aiello. Tanti altri autonomisti, invece, avrebbero lasciato il partito nello stesso momento in cui sarebbe entrato l’ex sindaco di Vittoria. Un conto è provarci, un altro riuscirci! I matrimoni si fanno in due, altrimenti è onanismo davanti allo specchio. Questo si vuole dire, non che è cosa fatta.

Il vizio di smentire anche l’evidenza Francesco Aiello non l’ha perduto. Non può smentire, però, d’essere andato a Modica, a casa di Riccardo Minardo a bordo di una Fiat Punto. Chi era al volante me lo devono ancora dire. Quand’era sindaco, Aiello usava l’autorità del potestà, l’articolo 8 della legge sulla stampa, per far sbugiardare i giornalisti. Adesso che non è più sindaco, prima precisa al telefono con tanto di garbo e buone maniere, come avrebbe dovuto fare anche da sindaco; poi, visto che tutti lo hanno chiamano per sapere se è vera la «liaison politica» con l’Mpa, rispolvera il suo solito stile sarcastico, che a me pare invito a nozze, per definire «calderoni» le notizie, svilire la semplice ipotesi di un probabile evento che avrebbe preferito tenere nascosto.

Cosa c’è di vero in tutto questo? Solo alcuni incontri fra Riccardo Minardo e Francesco Aiello, dei quali anche Palermo era a conoscenza. Aiello conferma una cosa importante: che i tabù e i pregiudizi contro destra, centro e sinistra sono crollati, proprio come i partiti storici. Proprio come nel ’95 quando mise nella sua giunta gli ex democristiani che da comunista avrebbe mandato in Siberia. Ammette che oggi come oggi pur «di mandare a casa i fratelli Nicosia» è disposto a tutto. «Collaborare? Sì, non ci vedo nulla di strano. Come proporrò di fare a tanta altra gente nel segno dell’emergenza Vittoria e della necessità di cacciare via la cricca Nicosia. Mandare via dal Comune chi si è dimenticato del lavoro dei produttori val bene un incontro. Anzi ne sto facendo a decine».

Alla luce di queste affermazioni che valore hanno le smentite di Aiello? Stringere un’alleanza di convenienza con Mpa o con altri soggetti politici a lui ostili in passato, Riccardo Terranova, Salvatore Artini, Carmelo Incardona, pur di sfrattare dal Municipio il suo acerrimo nemico Giuseppe Nicosia, non ha nulla di strano. Neanche «collaborare» con un partito il cui leader alla Regione è in questo momento nell’occhio del ciclone. Perché Aiello è certo che sarà sindaco al primo turno, e se proprio gli dovesse andare male vincerà anche il ballottaggio. Convinto che sia la destra, che la sinistra, che l’Mpa in caso di ballottaggio gli farebbero arrivare tanti di quei voti da mandarlo a palazzo Iacono per altri 5 anni.