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VITTORIA - 28/11/2007
Politica - Vittoria - Una denuncia bell’e buona

Rinuncia al gettone di presenza
il consigliere comunale Gurrieri

Con tanto di motivazione polemica e rumorosa Foto Corrierediragusa.it

Piero Gurrieri (nella foto), consigliere comunale, fondatore dell’Altra Vittoria e dell’Altra Provincia, oggi esponente Pd, rinuncia al gettone che per legge spetta ai consiglieri comunali. Che a conti fatti, fra prima e seduta convocazione, sommato alle varie commissioni mensili, utili e inutili, arrotonda al punto da diventare un altro stipendio.

Fondamentale per chi non ha un lavoro, di sopravvivenza per chi un’altra occupazione ce l’ha. E’ variegato il mondo della politica: mentre alcuni chiedono la trasformazione del gettone in indennità mensile fissa, mentre i parlamentari regionali gioiscono numero delle firme che volevano abolire la doppia carica fra deputato e sindaco nei comuni con più di 30 mila abitanti, l’autore del saggio «I clienti della politica» rinuncia alle sue spettanze con effetto immediato.

Con tanto di motivazione polemica e rumorosa: "per contrastare-dice- con l’unico strumento a disposizione, la proliferazione dei «costi della politica», ormai divenuti insopportabili ai cittadini".

Una denuncia forte che rimette in discussione la farsa trentennale della prima e seconda convocazione. La prima sistematicamente a vuoto, la seconda valida. "Se è vero- scrive Gurrieri- che non sussiste alcuno scandalo per il fatto che ai consiglieri sia attribuito un gettone per l’adempimento delle loro funzioni, ciò che non è accettabile è l’andazzo che porta alla corresponsione dei predetti emolumenti per tutte le «prime sedute» dei consigli comunali sistematicamente sciolti dopo pochi minuti per mancanza del numero legale, e per le sedute delle commissioni, spesso di durata estremamente limitata".

Una denuncia bell’e buona, quella dell’avvocato Gurrieri. Quante volte abbiamo segnalato lo spreco, tutto vittoriese, di far fare cilecca alla prima seduta, e di organizzare commissioni ad hoc per non discutere di niente e di brevissima durata, giusto il tempo per fare scattare il «gettone». Che ora Piero Gurrieri contesta e non accetta più. Ma non per sempre.

"Fino a quando un Regolamento disciplini la materia in modo nuovo e in linea con il contenimento dei costi della politica, eliminando le situazioni che non hanno alcuna giustificazione". Fino a nuove regole, Gurrieri ordina agli uffici sopra menzionati "ad attenersi alle sue disposizioni", cioè a non corrispondere il gettone di presenza sia per le sedute consiliari che per le commissioni dove Gurrieri è componente.